In anteprima per i lettori di Pisanotizie la prima "punturina" di Pimpi, autore di una nuova rubrica che nei prossimi giorni arricchirà con la sua presenza le pagine del nostro quotidiano.
Ironia, sagacia, e un pizzico di satira per una voce nuova che certo non mancherà di attirare l'attenzione e suscitare il sorriso con le sue funamboliche osservazioni. "Punturine" appunto, aggraziate e sferzanti come si addice a Pimpi: una nuova firma in esclusiva per Pisanotizie!
La sera di venerdì 3 febbraio si è creata un'atmosfera da sogno alla Limonaia, quando è entrato il sindaco di Pisa. Non indossava la fascia tricolore ma aveva con sé mezza giunta. Anche i soliti antipatici di SEL sono rimasti trasecolati.
Si trattava di definire il rapporto fra comuni e associazioni autogestite. Ha cominciato l'assessore alla casa del Comune di Genova, spiegando in che modo avevano regolarizzato la posizione di quattro centri sociali che occupano edifici pubblici. Avevano ottenuto tutte le garanzie amministrative che richiedevano i loro funzionari. Però avevano fatto tutto in assegnazione diretta e garantendo il diritto all'autogestione. La cosa funzionava.
Poi hanno preso la parola i fiorentini. Qui il sindaco ha sfrattato un centro sociale che occupava un locale del Comune da trentuno anni, in via dei Conciatori. Ha venduto all'asta immediatamente l'immobile e ne ha ricavato una somma che quasi gli basta per ripavimentare via Tornabuoni, dove fanno boutique anche i Della Valle.
"È geloso dei PIUSS", ha sbottato il sindaco di Pisa. "Non possiamo metterci sullo stesso piano del Renzi. Noi stiamo con Genova, bisogna fare l'assegnazione a Rebeldìa".
Gli ha subito fatto eco l'assessore al sociale: "È vero, con Rebeldìa avevamo un impegno, lo dobbiamo rispettare. Altrimenti... - ha proseguito l'assessore usando un'espressione che le è cara, tant'è che l'aveva usata tre giorni prima per giustificare lo sgombero coatto della sposa bambina - altrimenti non saremmo credibili".
Pimpi
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