"Scriverò una lettera a Barroso e lo inviterò a constatare di persona il nostro dinamismo". Lo ha detto il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, nel corso di un dibattito promosso dal Pd sulla green economy, riferendosi alle recenti polemiche tra la Toscana e la Ue, dopo che il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso aveva indicato come esempio negativo, che frena lo sviluppo continentale, i 6 anni di attesa da parte della multinazionale su un progetto di insediamento sul territorio del comune di Vecchiano.
Quella di sabato è stata infatti l'occasione per parlare nuovamente di Ikea, insediamento non esattamente riconducibile all'economia "verde", ma certamente tema di grande attualità per la cronaca locale: "Credo che anche l'Unione europea - ha aggiunto Filippeschi - possa riconoscere il dinamismo della città, che negli ultimi anni sta mettendo a frutto anche decine di milioni di euro di finanziamenti europei impiegati per riqualificare il centro storico e rilanciare il turismo".
Nei giorni scorsi il sindaco pisano, dopo avere appreso delle considerazioni di Barroso, aveva immediatamente replicato che Pisa nella vicenda dell'attesa di Ikea non c'entrava nulla e che anzi "appena si era aperta una possibilità aveva offerto, anche attraverso la Regione Toscana, la disponibilità a ospitare un punto vendita" in città.
Ma anche all'interno del Pd ci sono stati dei distinguo: "Pisa ha salvato l'onore dell'Italia sulla vicenda Ikea. Si è certamente sbagliato, facendo attendere 6 anni quando si sapeva già da subito che quel progetto, per come era stato proposto, non andava bene per il territorio di Vecchiano". E' stato questo il commento del deputato Ermete Realacci, che ha preso parte anch'egli alla medesima iniziativa dello scorso sabato.
Ma non ci sta a fare da agnello sacrificale in questa vicenda l'ex-sindaco di Vecchiano, Rodolfo Pardini, che rivendica con forza il percorso di verifica e di discussione che è stato dall'amministrazione da lui guidata sul possibile insediamento di Ikea nell'area di Migliarino. E dopo mesi di silenzio lo stesso Pardini ha deciso di prendere la parola con una lettera inviata allo Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, che pubblichiamo di seguito.
Senatore Monti mi rivolgo a Lei per le affermazioni gratuite fatte dal Presidente Barroso sulla questione dell'insediamento Ikea a Pisa.
Io ho avuto l'onere e l‘onore di fare il Sindaco nel Comune di Vecchiano per gli ultimi 10 anni, eletto in entrambe le occasioni con oltre il 60% dei voti, e ho gestito la questione dell'insediamento commerciale al Migliarino. Mi preme sottolineare che le risposte ci sono state ma non sono state gradite dai proponenti l'intervento che ha preferito continuare imperterrito a proporre la propria versione sino a utilizzare tutti gli strumenti mediatici a propria disposizione che sono incomparabilmente più grandi e dispendiosi di quelli a disposizione di un Amministratore di un Comune di 12'000 abitanti. Il risultato sono le affermazioni del Presidente Barroso.
In sintesi la questione è questa:
Nel febbraio 2006 Ikea Italia ed altri presentano un'osservazione al Piano Strutturale adottato in cui si chiedeva di inserire un'area agricola nei pressi dell'uscita Autostradale A11 di 500'000 mq per realizzare un centro commerciale, una galleria commerciale, un punto vendita Ikea e una serie di abitazioni per un complessivo di circa 100'000 mq coperti e una volumetria di oltre 700'000 mc. Dopo le elezioni nel dicembre dello stesso anno 2006 il Consiglio Comunale respinge all'unanimità l'osservazione e decide di fare un percorso pubblico di approfondimento della proposta di insediamento. Nel gennaio del 2007 viene presentato la proposta di insediamento in una riunione pubblica e in quella sede vengono messe in evidenza, soprattutto da singoli cittadini, una serie di problematiche come la vicinanza dell'intervento al centro abitato di Migliarino pisano, il fatto che si inserisce un nuovo attrattore di traffico veicolare sulla via Aurelia che in quel tratto è interessata da un flusso medio giornaliero di oltre 23'000 veicoli al giorno senza interventi infrastrutturali che risolvono tale problema, la completa violazione della normativa regionale sulla grande distribuzione.
L'Amministrazione Comunale fa una serie di approfondimenti sul progetto e sulle osservazioni effettuate e alla fine all'inizio del marzo 2007 il Consiglio Comunale boccia la proposta progettuale dell'insediamento evidenziando come la pianificazione di quell'area possa avvenire solo dopo aver pianificato il superamento dell'attuale assetto infrastrutturale che interessa ANAS, Società Autostrade e Regione Toscana e con un forte ridimensionamento dell'area commerciale sostanzialmente per l'insediamento solo di Ikea. A questa risposta Ikea si è limitata a tagliare circa un 10% dell'area interessata ed hanno cominciato a predisporre soluzioni progettuale apertamente in contrasto con quanto indicato dal Consiglio Comunale ma facendo delle campagne pubblicitarie sui quotidiani in cui si presentava il nuovo progetto e quindi specie sulla stampa la questione non si è mai chiusa. La cosa strana è che il centro commerciale nelle varie ipotesi elaborate ha sempre presentato strutture commerciali pari al doppio di Ikea senza che fossero mai presentati le aziende che si volevano insediare insieme ad Ikea. Inoltre alle richieste di realizzare solo il punto vendita Ikea a circa 800 mt dall'area agricola da loro individuata all'interno di un'area produttiva esistente con spazi disponibili per alloggiare la struttura Ikea la risposta è sempre stata negativa perché Ikea da sola non si poteva installare sul territorio.
Dopo le elezioni Amministrative del maggio 2011, in cui ha vinto di nuovo lo schieramento che aveva portato alla mia elezione nel 2001 e nel 2006, Ikea annuncia di abbandonare la proposta di insediarsi in questo Comune ma poi a settembre sceglie di insediarsi, da sola nella periferia di Pisa all'interno di un'area cantieristica che il Comune di Pisa si impegna a modificare affinché possa ospitare il punto vendita Ikea.
A questo punto non capisco dove siano le lunghezze burocratiche se non il fatto che una multinazionale non abbia accettato una risposta negativa ad un'operazione di speculazione edilizia aldifuori di qualsiasi logica pianificatoria.
Le invio in allegato il resoconto integrale con indicati i relativi atti amministrativi di tutta la vicenda.
Capisco che è molto impegnato ma visto che questa vicenda, sta diventando un esempio di inefficienza italiana è bene che abbia un quadro corretto di tutto quanto è avvenuto affinché possa spiegare al Presidente Barroso che la questione è un po' più complessa.
Rodolfo Pardini
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