06/02/12 08:32 | autore: redazione Stampa

Concordia, gli ufficiali: "Schettino non dava ordini" 0

Dai verbali di interrogatorio emergerebbe il grave ritardo nella decisione di dare l'ordine di evacuazione della nave da parte del comandante. Riprese le operazioni sulla nave

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Sono riprese le attività di flangiatura, ovvero le perforazioni dello scafo che consentiranno di raggiungere i primi sei serbatoi della Concordia. Ristabilite le condizioni meteo che avevano impedito ogni tipo di operazione sulla Costa Concordia, il pontone della Neri Smit, che dovrà fare da base per il pompaggio del carburante dai serbatoi della nave, ha potuto lasciare Giglio Porto per ormeggiarsi accanto al relitto.

Occorrerà a questo punto una giornata di lavoro per terminare le operazioni preliminari e una giornata per avviare il pompaggio. Un'operazione che interesserà complessivamente 15 serbatoi.

Nei primi 6 è stimato si trovi il 67% dell'intero carico di carburante e di diesel pari a 1.518 metri cubi. Ci sono poi nove serbatoi che conterrebbero 377 metri cubi per un dato complessivo dell'84% di carburante. Oltre a questo, all'interno della Concordia, rimarrebbe la parte della sala macchina che dovrà essere esplorata nel momento in cui i tecnici di Smit potranno accedervi e che dovrebbe corrispondere a circa 348 metri cubi di carburante.

Emergono nel frattempo particolari delle testimonianze rese dopo l'incidente dagli ufficiali del nave da crociera della Costa. Mentre la Concordia si inclinava sempre di più dopo l'impatto con lo scoglio delle Scole, il comandante Francesco Schettino non dava ordini. Questo ciò che emerge dai verbali, da cui si evince una incapacità di Schettino di far fronte all'emergenza e un grave ritardo nella decisione di dare l'ordine di evacuazione della nave.

L'inchiesta su Costa Concordia potrebbe essere a una nuova svolta. Nel corso della settimana il tribunale del riesame di Firenze si esprimerà sul ritorno in carcere o in libertà completa del comandante Schettino, ma sono anche in programma due nuove tornate di interrogatori-audizioni.

E' possibile che nei prossimi giorni altre persone vengano iscritte nel registro degli indagati perché in Procura i magistrati stanno valutando se ammettere altre persone all'incidente probatorio fissato per il 3 marzo, in modo da evitare di lasciare "fuori" protagonisti diretti o indiretti della vicenda: persone che - una volta aperta la scatola nera, accertamento tecnico irripetibile - sarebbe difficile recuperare con tutte le forme di garanzia eventualmente da utilizzare in giudizio.

I prossimi giorni saranno dedicati dunque alla valutazione di chi iscrivere, delle motivazioni, delle ipotesi di reato sulla base delle dichiarazioni e documenti acquisiti fino a questo momento. Ultime, solo in ordine di tempo, le parole di tre componenti dell'equipaggio e del responsabile dell'unità di crisi della Costa Roberto Ferrarini.

Sul versante dei superstiti una donna di trent'anni chiederà alla compagnia di navigazione un risarcimento per un milione di euro. La donna, incinta di quattro mesi, pochi giorni dopo il naufragio all'Isola del Giglio ha perso il bambino. I ginecologi dell'ospedale le hanno spiegato che il distaccamento del feto dall'utero e il conseguente aborto è stato determinato dallo stress subito.

 

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