"La luna splendeva nel cielo quando giungemmo nella vicinanze di Pisa, e , per molto tempo, potemmo vedere aldilà della mura, la Torre pendente, tutta inclinata in quella luce incerta, l’originale, indistinto nell’ombra delle vecchie illustrazioni dei libri di scuola che mostravano le “meraviglie del mondo”. Come la maggior parte delle cose collegate ai ricordi scolastici dell’infanzia, era troppo piccola rispetto al ricordo, e lo sentiti assai distintamente. Non era affatto alta come mi era stato promesso: era un altro dei numerosi inganni orditi da Mr.Harris, il libraio all’angolo di St. Paul’s Churchyard a Londra. La sua torre era opera dell’immaginazione, e questa era la realtà, e in confronto all’altra era una modesta realtà". Sono parole tratte da "Pictures from Italy", edito nel 1846, resoconto del viaggio che Charles Dickens fece in Italia in compagnia di Catherine Hogarth, sua moglie.
Dal luglio del 1844 al giugno del 1845 lo scrittore compie un viaggio in Italia tra Genova, Venezia, Verona, Firenze, Pisa, Roma e Napoli. E' nel febbraio del 1845 che visita Pisa, alloggiando all’Hotel Victoria, dove lascia un suo ricordo nel libro nel quale venivano raccolti i commenti dei visitatori:“ Mr and Mrs Dickens from Rome and Naples, an admirable hotel in all its arrangements”.
E proprio nelle sale del Royal Victoria Hotel, quest'oggi (martedì 7) febbraio si terrà un "pomeriggio inglese" per ricordare Dickens a 200 anni dalla sua nascita. Un compleanno insolito organizzato dal Comune di Pisa in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Pisa; Il Royal Victoria Hotel ; La Cooperativa Alfea Cinematografica, Daniela Bertini, Ottavio Casarano e Giulia Solano.
Il programma prevede dalle 17 alle 20.30 al Royal Victoria Hotel "Leggiamo insieme Charles Dickens nel giorno dei 200 anni dalla nascita" con appassionati di ogni età che leggeranno un brano dalla loro opera preferita. Ci saranno lettori più o meno noti, alcuni abituati per mestiere ad affrontare il pubblico, altri alla loro prima esperienza.
Nella Sala Lungarni del Royal Victoria Hotel si potrà visionare un videomontaggio - curato dalla Cooperativa Alfea Cinematografica s.r.l - di film e sceneggiati tratti dalle sue opere. Mentre nella Sala delle Fonti si potrà visitare una piccola mostra di libri di Dickens a cura della Biblioteca Universitaria.
Ma le iniziative non si esauriscono e proseguono addirittura con uno spunto per riflettere sulla "buona" televisione del tempo passato.
Appuntamento dunque con lo sceneggiato "David Copperfield" (Regia di Anton Giulio Majano- sceneggiato televisivo, Italia 1965 con Giancarlo Giannini, Ileana Ghione, Ubaldo Lay, Anna Maria Guarnieri) che verrà proiettato a puntate il 15 - 22 - 28 febbraio e il 6 marzo presso la Mediateca, nell'Atrio di Palazzo Cevoli, in Via San Martino, 158 dalle ore 17.
Infine Giovedì 1 marzo alle ore 22,30 al Cinema Arsenale verrà proiettato con accompagnamento musicale dal vivo "Oliver Twist" Regia di Frank William G. Lloyd, Usa 1922, con Jackie Coogan.
Ma al di là della visione "deludente" della Torre (in verità Dickens avrà in quella stessa pagina parole di elogio per quello che già in quegli anni era uno dei monumenti più famosi al mondo), come aveva visto Pisa l'autore di "David Copperfield"?
Niente di meglio che leggerlo dalle parole dello stesso Dickens:
"Tutto era piacevole a Pisa: l'atmosfera tranquilla, il grande posto di guardia all'entrata era custodito solo da due piccoli soldati; le strade con poca gente e il corso pittoresco dell'Arno nel cuore della città erano bellissimi. [...] Girando per le vie, le facciate anteriori delle case sonnecchianti sembrano quelle posteriori. Esse sono tutte così quiete e prive d'ogni senso di vita e così diverse dalle case abitate che la maggior parte della città ha l'apparenza di un paese allo spuntare del giorno, o durante una siesta generale della popolazione. O è ancor più somigliante a quegli sfondi delle case delle vecchie incisioni o delle stampe ordinarie nelle quali le finestre e le porte son disegnate quadrate e si vede una persona (naturalmente un povero), che si allontana nella prospettiva illimitata."
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