Nella foto: una proiezione tridimensionale del progetto di rinaturalizzazione dell'impianto "Tiro a Segno" di Navacchio "Le osservazioni presentate dai cittadini vengono esaminate dopo che le decisioni sono già state prese: questo è quanto avvenuto con il progetto Ecofor service per lo smaltimenti di rifiuti contenenti amianto presso la discarica del Tiro a Segno di Cascina dove la Conferenza dei Servizi si è espressa il 22 dicembre 2011, mentre il termine per la presentazione delle osservazioni da parte di cittadini e associazioni era il 7 gennaio 2012".
E' questa la denuncia partita da Legambiente Valdera per quello che si prospetta come un vero e proprio contenzioso tra istituzioni, associazioni e privati cittadini e che ha al centro l'impianto del Tiro a segno di Cascina, già oggetto di non poche polemiche in merito a una sua - a parere di molti necessaria - chiusura.
Ma partiamo dal passato recente. La Conferenza dei Servizi citata nel comunicato di Legambiente Valdera si è espressa positivamente sulla richiesta presentata da Ecofor Service S.p.A. in merito alla possibilità di realizzare un nuovo conferimento nell'impianto in località Navacchio, struttura nata per lo smaltimento dei rifiuti urbani e per rifiuti speciali non pericolosi.
Il progetto presentato da Ecofor riguarderebbe lo smaltimento di 97mila metri cubi di amianto, preventivamente trattato e neutralizzato prima di essere condotto presso l'impianto.
Il Comune di Cascina - già a conoscenza di questa proposta - aveva richiesto che la citata Conferenza dei Servizi si tenesse direttamente nel corso del nuovo anno, così da poter studiare i particolari del progetto di Ecofor, ma la Conferenza si è tenuta ugualmente, registrando l'assenza proprio del Comune di Cascina "per un ritardo nella comunicazione", come ha spiegato il vicesindaco, Giorgio Catelani, in un passato intervento sulla medesima questione.
La discarica del "Tiro a Segno", infatti, si estende su una superficie complessiva pari a circa 64.000 m2 di cui il 75% circa è occupato dalle vasche di stoccaggio dei rifiuti, mentre il resto è destinato alla viabilità e ai servizi connessi con la gestione della discarica.
L'impianto di smaltimento è stato gestito direttamente dal Comune di Cascina fino al 1990 e, successivamente, da altre aziende susseguitesi fino al 2007. Sempre nello stesso anno, a seguito del passaggio delle competenze alla Società Ecofor Service S.p.A. e dell'evoluzione della normativa, è stato stipulato un Protocollo d'Intesa tra la Provincia di Pisa, la Comunità di Ambito "Area Pisana" ATO 3 - Rifiuti, il Comune di Cascina e la stessa Società per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e bonifica, ripristino ambientale e gestione post mortem dell'area adibita a discarica. Ovvero, in buona sostanza, il progetto secondo il quale la discarica sarebbe stata condotta "a morte" e rifunzionalizzata per altro scopo. I criteri generali di quel progetto, infatti, riguardavano la messa in sicurezza permanente dei lotti esistenti e il recupero ambientale e paesaggistico di tutta l'area.
"Tra gli svariati progetti di smaltimento di rifiuti presentati nella nostra zona - ricordano infatti da Legambiente Valdera - a dicembre ha fatto comparsa anche quello di Ecofor per la discarica del Tiro a Segno di Cascina. Tale discarica, attiva già prima degli anni '80, è stata caratterizzata da continui ampliamenti e problemi di inquinamento ambientale, tanto che già nel 2002 era ritenuta necessaria la realizzazione di opere per la messa in sicurezza e successiva riqualificazione ambientale dell'area. Finalmente a marzo 2011 l'allora Sindaco di Cascina Franceschini annunciava sui giornali l'inizio dei lavori di bonifica e la conseguente realizzazione di un bel parco pubblico: Ecofor service avrebbe realizzato le opere di bonifica in cambio della possibilità di ampliare la stessa discarica di ulteriori 170.000mc per smaltirvi rifiuti inerti, recuperando così i costi sostenuti".
"Dopo aver ricevuto l'autorizzazione all'ampliamento della discarica - questa la ricostruzione dell'associazione ambientalista - Ecofor service chiedeva all'Ufficio Ambiente della Provincia di Pisa la possibilità di smaltire Rifiuti Contenenti Amianto (RCA) al posto degli inerti. Tale possibilità veniva accordata utilizzando lo strumento della Determina Dirigenziale, facendo passare lo smaltimento di RCA dagli iniziali 7.100mc a 31.600mc. Ad ottobre 2011 Ecofor service presentava una nuova richiesta di autorizzazione per destinare 79.000mc allo smaltimento di RCA e riproponeva la stessa richiesta, a distanza di appena un mese, per 143.200mc, lasciando propendere verso l'idea di una non chiara valutazione del progetto da parte dello stesso proponente se non addirittura di un atteggiamento volto a massimizzare le quantità conferite senza adeguati approfondimenti".
A questo punto, Legambiente Valdera ricorda il ruolo della Provincia in questa vicenda: "La Provincia di Pisa era chiamata a valutare se per un simile progetto fosse necessaria una Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e per questo motivo Legambiente Valdera presentava le proprie osservazioni entro i tempi stabiliti dalla legge e contestualmente richiedeva il verbale della Conferenza dei Servizi tenuta in data 22 dicembre 2011. Appena ricevuto tale verbale si rilevava che la Conferenza dei Servizi si era già espressa a dicembre in modo definitivo stabilendo che non era necessario attivare la procedura di VIA per quanto richiesto, prescrivendo solo pochi ulteriori controlli".
"La Legge Regionale 10 / 2010 all'art. 49 - ricordano da Legambiente - dice: 'L'autorità competente, tenuto conto delle osservazioni pervenute e dei pareri delle amministrazioni interessate, sulla base degli elementi di cui all'allegato D alla presente legge, verifica se possa essere esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull'ambiente'...".
In conclusione, "evidentemente questo non vale per la Provincia di Pisa dove la partecipazione di cittadini e associazioni viene completamente sminuita (per non parlare dei risultati di Percorsi Partecipativi ignorati). Le osservazioni presentate da Legambiente Valdera sono inerenti: tempi e modalità della Conferenza dei Servizi, la carenza di valutazione dei potenziali rischi sanitari per la popolazione, la necessità di limitare la quantità di Rifiuti Contenenti Amianto ad una quantità compatibile con lo stato critico della discarica e delle falde, le caratteristiche geomorfologiche e sismiche dell'area della discarica, la mancata valutazione di alternative strategiche, la mancata valutazione della provenienza dei RCA da smaltire e la mancanza di un Piano Finanziario circa i proventi derivanti dal cambiamento di natura della discarica rispetto ai costi della bonifica. Chiediamo quindi che la procedure di verifica di assoggettabilità alla V.I.A. sia considerata non correttamente svolta e ne chiediamo l'annullamento da parte della Provincia stessa in via di autotutela".
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