Il freddo e il gelo della giornata di ieri non hanno fermato le ricerche di Roberta Ragusa, la 44 enne scomparsa dalla sua abitazione di via Ulisse Dini a Gello di Pisa, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 gennaio, lasciando il marito e i due figli.
Si è deciso di non escludere nessuna traccia, nessuna segnalazione e, dopo gli avvistamenti di Peretola, Ponsacco, Pisa, Madonna dell'Acqua e Viareggio, si è tornati a cercare nella zona di San Giuliano Terme, attraverso una nuova pista, quella che condotto sul Monte Castellare. Tra la mattina e il primo pomeriggio di domenica, il gruppo speleologico pisano ha raggiunto le pendici meridionali del monte, insieme alla troupe della trasmissione "Chi l'ha visto?".
Qui si trova la Buca delle Fate, il più grande sistema ipogeo di origine carsica dei Monti Pisani, il quale si estende, a partire da cinque entrate, per ben 500 metri, fino a toccare i 185 metri di profondità.
Perdersi su questo monte, impervio e pieno di insidie, è semplice per chi non è esperto, ma non altrettanto semplice è raggiungere la zona della Buca delle Fate a notte fonda, sola, e in pigiama e ciabatte come era la donna, anche perché, a seguito di numerosi incidenti, l'accesso alla parte più pericolosa dell'area è stato transennato con un cancello e un recinto in rete.
Attraverso una delle insenature più grandi e visibili, si sono calati gli speleologi, insieme al giornalista di Rai Tre Ercole Rocchetti e agli operatori televisivi, fino a raggiungere la parte più profonda di questa immensa voragine naturale. Le grotte sono state setacciate, per cinque lunghe ore di ricerche, ma senza alcun risultato. Gli speleologi, quasi certi che la donna potesse essere caduta o che qualcuno potesse averla gettata nelle profondità del sottosuolo, sono riemersi dalla cavità senza che, anche per questa volta, il mistero sia stato dipanato.
Le ricerche quindi proseguono, con gli investigatori ancora convinti che la donna possa essersi allontanata da sola, cosa che familiari e amici invece continuano a escludere. Nonostante la spedizione speleologica abbia permesso di confutare questa prima conclusione, non hanno ancora risposta i molteplici interrogativi che accompagnano da 23 giorni la scomparsa della donna, che il martedì precedente la scomparsa, era caduta sbattendo la testa.
E mentre il tempo passa, portando con sé nuovi timori, resta però una speranza, quella che presto si possa scrivere la parola "fine" a questa vicenda.
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