07/02/12 09:30 | autore: la redazione Stampa

Unione Inquilini Pisa: "L'IMU non viene applicata alle case sfitte" 0

Ieri un incontro in Comune con l'assessore al bilancio Viale sulla nuova imposta. Critiche anche da Sel: "Penalizzarà i più deboli"

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"La manovra 'Salva Italia' del governo Monti, oltre ad avere penalizzato i pensionandi, fatto aumentare il prezzo della benzina, del gasolio, del canone RAI, previsto l'aumento di altri 2 punti dell' IVA e la privatizzazione di gran parte del patrimonio immobiliare pubblico, ha introdotto l'Imposta Municipale (alias IMU)". Inizia così l'analisi dell'Unione Inquilini di Pisa sulla nuova tassazione introdotta dal recente governo.

Al riguardo nel tardo pomeriggio di ieri (lunedì 6 gennaio), infatti, si è svolto in Comune a Pisa un incontro informativo sull'applicazione di questa nuova imposta tra l'Assessore Giovanni Viale, il Direttore della SEPI SpA Claudio Grossi, il Dirigente dell'Ufficio Finanze Claudio Sassetti e i rappresentanti delle Associazioni degli inquilini e dei proprietari di immobili.

"La Legge 'Monti' n° 214/2011 - come ricorda sempre l'Unione Inquilini di Pisa - tra gli altri balzelli, ha sostituito l'ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) con l'IMU, facendola gravare anche sulla prima casa con un'aliquota dello 0,4% (aumentabile dai Comuni sino allo 0,6%), mentre non è prevista alcuna specifica aliquota d'IMU per i proprietari di abitazioni sfitte da più di 2 anni (come invece prevedeva a Pisa l'ICI nella misura dello 0,9%)".
L'Unione Inquilini "ha sempre sostenuto, molto prima che il governo Berlusconi lo facesse, l'abolizione dell'ICI sulla prima e unica casa di abitazione in proprietà, in quanto la casa di abitazione (come il lavoro, l'acqua, la salute, la scuola) è un diritto inalienabile di ogni persona e non una merce qualsiasi".

"E' evidente - spiega il sindacato degli inquilini - che un alloggio che resta inutilizzato per molti anni senza giustificato motivo non può avere alcuna funzione sociale; per cui l'Unione Inquilini ha proposto di penalizzare tali immobili inutilizzati applicando una forte imposizione fiscale e, in casi estremi, ricorrendo anche alla requisizione in uso per fare fronte alla sempre più drammatica emergenza abitativa, accresciutasi sensibilmente in questi ultimi anni a causa della pesante crisi economica e finanziaria che l'Europa sta attraversando".

L'art. 13 comma 6 della Legge chiamata "Salva Italia", prevede che i Comuni possono aumentare sino allo 0,3% l'aliquota base dello 0,76%. Per tale ragione, durante l'incontro di ieri, il Segretario dell'Unione Inquilini di Pisa ha chiesto all'Assessore Viale di proporre al Consiglio Comunale l'applicazione dell'aliquota dell'1,06% alle abitazioni inutilizzate da più di 2 anni, alle quali sino al 2011 si applicava (o si sarebbe dovuta applicare) l'aliquota ICI dello 0,9%. "Anche per compensare i mancati introiti di bilancio - dicono dall'Unione Inquilini - derivati dalla richiesta di riduzione dello 0,2% dell'aliquota dello 0,4% prevista per i proprietari della sola propria abitazione, come è possibile applicando il comma 7 dello stesso articolo 13 della Manovra Monti".

"Ci auguriamo - conclude il sindacato - che l'Assessore al Bilancio e Tributi e gli altri membri della Giunta Filippeschi ascoltino, almeno questa volta, una proposta concreta avanzata, fatta da chi opera nel settore da più di 40 anni, che potrebbe convincere molti proprietari di immobili sfitti ad immettere sul mercato i loro alloggi sfitti, magari concedendoli in locazione all'Agenzia Comunale Casa".

Anche Sel a Pisa, tramite Carlo Scaramuzzino e Massimiliano Casalini, esprime un parere negativo sulla nuova tassazione: "L'IMU sull'abitazione principale rimarrà, ma solo apparentemente, nelle casse dei Comuni (in realtà lo Stato ha già ridotto fortemente i trasferimenti ordinari agli enti locali); mentre l'IMU sugli altri immobili verrà divisa a metà tra stato e comuni, per compensare parzialmente quanto già sottratto agli enti locali negli ultimi anni, a danno del welfare municipale".

"L'IMU, come sta succedendo da anni con tutte le nuove imposte - ricorda Sel - penalizzerà soprattutto i più deboli. Per questo i Comuni dovranno prestare la massima attenzione alle modalità applicative e studiare tutte le possibilità per andare incontro alle fasce di cittadini meno abbienti. L'IMU, ancora, avrà effetti sulle attività produttive con un serio aggravio d'imposta per le imprese proprietarie di capannoni industriali".

"Oltre a dover pensare come attenuare gli effetti pesanti dell'IMU - conclude Sel - ci sono questioni specifiche da esaminare: in che misura sarà possibile "assimilare" all'abitazione principale le abitazioni assegnate a componenti della famiglia; la questione dei coniugi separati. Ed ancora, come non tenere conto del fatto che l'attenzione dell'opinione pubblica si è concentrata sulle esenzioni alla chiesa per beni non aventi finalità di culto? E come non pensare all'esenzione per beni utilizzati per finalità sociali di soggetti 'no profit'?".

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