E' necessario aprire quanto prima una discussione per avviare un processo politico e culturale profondo. La sfida che oggi affronta la politica di oggi non si basa solo sui programmi. Sta anche nel ripensare un Paese che sarà sicuramente diverso quando uscirà dalla recessione.
La crisi che stiamo vivendo ormai da 5 anni non è legata ad uno schema tradizionale che coinvolge la normale dialettica tra economia società e politica. La dimensione europea della recessione che gli italiani hanno scoperto solo nell' agosto del 2011 (Vi ricordate? Prima qualcuno si ostinava a dire che la crisi in Italia non esisteva) dimostra che siamo dentro un processo i cui sbocchi non sono scontati.
Gli scenari che possono aprirsi potrebbero sfociare in un ritorno al nazionalismo e al populismo (quello di chi auspica il ritorno alla lira, l'uscita dall'Europa, quello di chi dice ‘via tutti perché sono tutti uguali'). Auspico che si scelga un'altra strada. Una strada fatta di riforme e rinnovamento, che porti al superamento delle attuali diseguaglianze e ad un' Europa politicamente unita, basata su riforme delle istituzioni europee, su un sistema economico e del lavoro rinnovato e una società che garantisca l'accessibilità per tutti al sistema sociale.
Parole semplici, che richiedono però scelte coraggiose e tempi brevi. Le elezioni in Grecia e Francia, il G20 in Messico e il prossimo vertice europeo: solo questi quattro appuntamenti incideranno profondamente, già a partire dai prossimi giorni, sull'attuale fase sociale ed economica.
In questo quadro, il Pd e il centrosinistra italiano, scelgono il percorso delle primarie per la definizione del candidato alle prossime elezioni politiche. Dobbiamo essere consapevoli che le primarie stavolta serviranno a definire il profilo politico e culturale del Pd e dell'intera Sinistra italiana, l'idea che abbiamo del Paese e la nostra stessa collocazione europea.
Il rinnovamento della classe politica, o meglio della classe dirigente del Paese, è la condizione minima di partenza, non il fine: il carattere culturale e politico del rinnovamento sarà il terreno del confronto alle primarie. Non è un caso che ancora prima dello svolgimento dell'assemblea nazionale del Pd si sia già avviata una forte discussione nella società.
Ciascuno la interpreta a suo modo, ma secondo me non credo vi sia contraddizione se in una prima fase del dibattito si formeranno scomposizioni e frammentazioni nel centrosinistra. Il confronto si basa proprio su questo. L'importante è poi una ricomposizione sulla candidatura. Se la frammentazione, il dibattito, perfino lo scontro naturale, non porteranno a una sintesi finale, queste primarie saranno percepite dalla società italiana come una lotta intestina al centrosinistra. Il centrosinistra perderà l'occasione per dimostrarsi capace di costruire una valida alternativa alla destra populista e nazionalista che sta tornando a farsi viva in tanti Paesi. Determinante sarà la capacità di questo Parlamento di varare una nuova legge elettorale che possa contribuire alla costruzione di un nuovo sistema politico - istituzionale. Considerata la fragilità politica del nostro Paese, rischieremmo altrimenti di replicare la situazione greca.
Per quanto mi riguarda alle primarie sosterrò Pierluigi Bersani. A mio avviso la sua candidatura è in grado di rispondere appieno tutte le necessità del nostro Paese. Competenza politica, responsabilità di governo, autorevolezza nazionale e internazionale, capacità di rinnovamento. Sono i meriti che riconosco in lui e per i quali lo apprezzo. I prossimi dieci mesi saranno determinanti per il futuro dell'Italia. La precarietà dell'attuale situazione politica potrebbe anche condurre alle elezioni anticipate ad ottobre. Per questo ha fatto bene Bersani ad aprire ora la discussione, dobbiamo essere pronti, non possiamo farci trovare impreparati. Serve perciò capacità di confronto sul merito delle questioni, non basta la comunicazione, non bastano gli slogan. Serve un dibattito vero, e che cambierà anche il volto del centrosinistra italiano.
Ivan Ferrucci, consigliere regionale Partito Democratico
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2012/06/21 17:06:48 Antoine Doinel Ma come fa a scegliere Bersani se ancora non si sa chi saranno gli altri candidati?
Sa qualcosa che a noi mortali sfugge? Tipo: se no non mi ricandidano in Regione?