21/06/12 07:40 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Fusti tossici, la Grimaldi se ne lava le mani e gli enti locali a Monti: "Intervenga la Marina Militare" 0

Regione Toscana, Provincia e Comune di Pisa e Livorno hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti con cui chiedono interventi decisivi per la rimozione dei fusti persi dall'Eurocargo Venezia: "Siamo completamente d'accordo con chi a Livorno raccoglie le firme per togliere i bidoni, e questa lettera rappresenta la 'firma' delle istituzioni a questa campagna"

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"Si invita il Governo ad attivarsi con tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione, compreso l'eventuale utilizzo della Marina Militare, per consentire il recupero dei fusti nel minor tempo possibile, salvo poi rivalersi in danno con la Società Armatrice".

È questa la richiesta che la Regione Toscana, la Provincia e Comune di Livorno, la Provincia e il Comune di Pisa, hanno inviato ufficialmente in questi giorni al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti. I fusti di cui si parla sono ovviamente quelli dispersi dall'Eurocargo Venezia nelle acque del Santuario dei Cetacei lo scorso 17 dicembre.

A dare notizia della lettera nella giornata di ieri sono gli assessori all'Ambiente del Comune di Livorno Mauro Grassi e della Provincia di Livorno Nicola Nista.

Come è spiegato nella missiva indirizzata a Monti, "mentre, seppur con ritardo è prevedibile che entro il 12 luglio vengano recuperati e correttamente smaltiti i 96 fusti già individuati con la prima campagna di ricerca, ciò che desta vivo allarme e sincera preoccupazione è il destino degli altri 102 bidoni dispersi".

"Rimangono tuttora più di 100 bidoni in fondo al mare di cui si ignora la posizione. In questa situazione critica - è scritto ancora nella lettera a Monti - si inseriscono in queste ore le difficoltà addotte dall'Armatore a continuare la ricerca, a causa degli alti costi che sarebbero prodotti da una nuova campagna con più ampio perimetro e maggiore profondità di fondale".

Di fatto gli enti locali formalizzano la preoccupazione che da mesi tanti cittadini hanno espresso con manifestazioni e presidi, ovvero che l'azienda se ne le lavi le mani visti i costi onerosi di tali ricerche.

"In attesa di ulteriori sviluppi - proseguono ancora le istituzioni toscane - le ricerche sono state quindi interrotte col rischio costante di vedere peggiorare lo stato ambientale di un ecosistema particolarmente delicato come quello dell'Arcipelago Toscano, sede di un parco già martoriato dagli eventi legati alla Costa Concordia".

Ricordiamo infatti che la Grimaldi ha condotto nelle scorse settimane le ricerche, a distanza di mesi dall'incidente e solo per pochi giorni, ricerche che non hanno avuto alcun esito. Da qui, la richiesta al Governo, firmata da Enrico Rossi, Giorgio Kutufà, Alessandro Cosimi, Andrea Pieroni, Marco Filippeschi, per l'individuazione e il recupero dei bidoni tossici.

L'assessore all'Ambiente del Comune di Livorno Mauro Grassi e l'assessore all'Ambiente della Provincia di Livorno Nicola Nista sottolineano: "Abbiamo mantenuto l'impegno di inviare una richiesta al Governo perché si adoperi per il recupero dei bidoni, rivalendosi sulla società armatrice sulla base del principio che 'chi inquina paga'". Principio che ad oggi non solo non è rispettato dalla società ma occorrerà poi vedere, nel caso in cui intervenisse poi lo Stato con Marina, se verrà fatto realmente valere.

"Anche se il monitoraggio delle acque e del pescato - evidenziano ancora i rappresentanti degi enti locali livornesi - non ha rilevato fino a questo momento alcuna anomalia, i fusti vanno tolti dal nostro mare, per la sicurezza e la tranquillità dei cittadini. Siamo completamente d'accordo con chi a Livorno raccoglie le firme per "togliere i bidoni", e questa lettera rappresenta l'adesione, o meglio, la "firma" delle istituzioni a questa campagna, oltre a rappresentare un ulteriore atto concreto da parte delle istituzioni stesse, messo in campo rispetto alla vicenda".

Infine Grassi e Nista evidenzano che "anche se Comuni e Province non hanno alcuna competenza in materia, sono i soggetti che, affiancati dalla Regione, hanno insistito per istituire una task force in Prefettura, coordinata dalla Capitaneria di Porto e composta, oltre che dagli enti citati, dai Ministeri dell'Ambiente e della Salute, da Ispra, Istituto Superiore di sanità e da Arpat, con l'obiettivo di affrontare i vari aspetti della vicenda. Task force che oggi è impegnata a far sì che i monitoraggi e le analisi sulle acque e sul pescato continuino finché la ricerca dei fusti non sarà completata".

 

Glocal o Blocal? - di Glocal12

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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