Continua a tenere banco la complessa vertenza dei 67 lavoratori civili in esubero di Camp Darby (di cui 12 ricollocati).
Dopo che nei giorni scorsi la Cisl aveva deciso di denunciare il Governo Usa per comportamento antisindacale e dopo che il comando americano, a fronte dei 55 esuberi dichiarati, aveva diffuso un bando per l'assunzione di 53 meccanici con contratto full-time e a tempo indeterminato e 1 con contratto full-time per tre anni, ieri è tornato a farsi sentire sulla vicenda anche il Pd pisano.
E' stata infatti presentata al Ministro della Difesa, Gianpaolo Di Paola, un'interpellanza urgente promossa dai parlamentari pisani Maria Grazia Gatti e Paolo Fontanelli, e sottoscritta da più di 30 deputati del Pd. L'interpellanza è centrata sulla preoccupazione per i lavoratori civili della base e richiama anche la denuncia dei sindacati sulla scorrettezza nelle procedure seguite.
"La situazione è ancora più grave di quella descritta alcuni mesi fa - si legge nel documento - poiché i contatti con i rappresentanti civili e militari statunitensi non hanno, purtroppo, dato alcun frutto".
Dopo aver sottolineato come le organizzazioni sindacali ritengono scorretta la procedura dei licenziamenti messa in atto dal comando americano della base "in quanto ha scavalcato l'obbligo di un loro coinvolgimento come previsto dalla legge 223/91, ignorando quindi la normativa italiana" nell'interpellanza i deputati si chiedono anche "se sia stato fatto tutto il possibile per tentare di attenuare la portata delle conseguenze dovute alla ristrutturazione delle basi militari statunitensi in Italia, che comporterà dannose ripercussioni su un territorio, come quello pisano, segnato da una serie di crisi aziendali di rilevante portata."
Infine i due parlamentari chiedono al ministro di "adoperarsi con la massima sollecitudine al fine di porre in essere tutte le iniziative necessarie ad avviare un reale e corretto confronto, con i sindacati e le Istituzioni Locali, che permetta di valutare soluzioni alternative a quelle sin qui prospettate, evitando ai lavoratori coinvolti di subire la perdita del posto del lavoro o un oneroso trasferimento, non sopportabile in termini umani e professionali".
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