28/06/12 08:22 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Monte dei Paschi: a rischio 4600 posti di lavoro 0

Presentato il nuovo piano industriale che prevede la chiusura di 400 filiali. I sindacati pensano già allo sciopero

A9e9d2f74df43cdaeac6908ec4b9cc9a L'ad di Monte dei Paschi di Siena Fabrizio Viola

Taglio dei costi, chiusura di 400 filiali, riduzione di 4.600 posti di lavoro e vendita degli asset non utili alle nuove strategie del Gruppo. Sembra essere questo lo spirito del Piano industriale 2012-2015 di Banca Monte dei Paschi, illustrato ieri dal presidente Alessandro Profumo e dall'ad Fabrizio Viola.

Un piano che potrebbe avere pesanti ripercussioni anche sulla provincia pisana dove la banca senese ha oltre 30 filiali sparse, di cui una decina solo a Pisa. I vertici di Mps prevedono il ritorno all'utile solo nel 2015 (630 mln). Il piano descrive una diminuzione dei costi operativi di 565 mln, con una riduzione di 4.600 posti di lavoro, conseguenza della cessione di asset (1200 dipendenti), razionalizzazione del Gruppo e esternalizzazione delle attività di back-office (2.300 dipendenti), e il taglio di circa 100 dirigenti.

È proprio questa la parte del Piano che rischia di creare maggiori problemi a Profumo e Viola che già in serata hanno avviato il confronto con i sindacati. Il coordinamento Rsa, come prima reazione, ha "bocciato" senza mezzi termini le decisioni dei vertici, e nella serata di ieri, dopo il primo incontro con i vertici, tra i sindacati già si pensa a forme di protesta, compreso lo sciopero che potrebbe essere proclamato oggi.

Per rispondere alle richieste di capitalizzazione avanzate dall'Eba (3,3 mld), Mps ha prima di tutto dovuto ricorrere all'aiuto di Stato. Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato una nuova tranche di Tremonti Bond fino a un massimo di 2 mld: il Monte potrebbe utilizzarne fino a 1,5 mld oltre ai 1,9 già usati. L'obiettivo del piano è anche quello di rimborsarli 'di fatto' nel 2015 e azzerare la dipendenza dalla liquidità della Bce.

Parole di "apprezzamento del Piano" sono invece arrivate dalla Fondazione. L'ente non sarà costretto a sottoscrivere l'aumento di capitale da un miliardo destinato a nuovi soci, per il quale il presidente e l'ad chiederanno il via libera agli azionisti in un'assemblea straordinaria già prevista per il prossimo autunno, da realizzarsi tra il 2013 e il 2014.

L'Ente, presieduto da Gabriello Mancini, potrebbe quindi essere costretto a diluire ulteriormente la sua quota di capitale (ora pari al 36,5%) e far entrare dei nuovi soggetti ma questo non sembra più essere un problema neppure a Siena. Di sicuro si dovrà accontentare di dividendi risicati visto che la priorità sarà per il risanamento.

Sotto il profilo patrimoniale, come ha detto Profumo, il piano porterà il Core Tier 1 nel 2015 all'8,07% (8,05% nel 2013), anche grazie ai nuovi aiuti di Stato, che vanno ad aggiungersi a 1,9 mld di Tremonti Bond che il Monte ha in cassa dal 2009. Il rimborso, assicurano Viola e Profumo, inizierà già nel 2013, per essere di fatto completato (3,4 mld) nel 2015. Il problema, ad oggi, è semmai sapere quanto costerà a Rocca Salimbeni questa nuova tranche di aiuti: per quelli del 2009 paga l'8,5%, e Viola non esclude che per quelli nuovi il costo possa essere leggermente più alto ma che per i dettagli bisogna attendere il via libera dall'Ue.

Di certo il piano Mps è stato scritto "con il vento a prua" - ha assicurato Profumo - pensando a uno scenario sfavorevole in maniera prudenziale, con mercati che anche oggi sono apparsi contrastati sulla reazione al Piano, prevedendo "ricavi in calo ma un miglioramento della redditività" e soprattutto senza pensare ai dividendi ma piuttosto al "rafforzamento patrimoniale", anche perché il Monte, ha concluso Viola, "ha problemi comuni a tutto il sistema bancario, ma un po' più ampi". 

Glocal o Blocal? - di Glocal12

La Vignetta - Luca Ricciarelli

4e9569f778f2c5284d72185d06617906
Blocco_lettori