Un immediato stop agli sgomberi forzati nei campi rom di Pisa. È questa la richiesta principale che arriva dal convegno "Rom: sgomberiamo il campo dai pregiudizi", organizzato all'Università nello scorso fine settimana da Africa Insieme, Rebeldia e Arciragazzi in collaborazione con Amnesty International.
Secondo i dati forniti dalle associazioni sociali, negli ultimi due anni e mezzo nel comune pisano sono stati effettuati 25 interventi di sgombero, dei quali 14 con abbattimento di baracche e l'appoggio di ruspe, una media dunque di uno sgombero ogni 39 giorni.
"La diffusione di questa pratica - si legge nel documento conclusivo del convegno - rappresenta una violazione di diritti umani fondamentali sanciti a livello internazionale: gli sgomberi infatti interrompono percorsi di scolarizzazione dei minori e di inserimento lavorativo per gli adulti, aggravando le condizioni di marginalità sociale delle comunità rom. Per di più a Pisa vengono eseguiti di norma senza fornire alcuna soluzione abitativa alternativa. I costi sociali e umani sono altissimi, ma anche quelli economici, visto che il Comune per questi interventi ha già speso 140 mila euro".
Da qui la richiesta di una immediata inversione di tendenza, con la sospensione di tutti gli sgomberi sul territorio. In particolare, si è posta con forza l'esigenza che l'amministrazione comunale riesamini la situazione del campo della Bigattiera a Tirrenia "cresciuto nel tempo non per nuovi arrivi di rom sul territorio, ma in seguito agli sfratti disposti con la chiusura del programma 'Città Sottili' ed è dunque il risultato delle politiche sociali messe in opera negli ultimi anni dalla Giunta comunale".
Per questo, si legge nel documento, "è necessario riesaminare quella situazione visto che esistono risorse stanziate dalla Regione Toscana per complessivi 400 mila euro proprio per predisporre alternative che portino all'interruzione della pratica degli sgomberi eseguiti senza offrire concrete soluzione alternative. Non risultano invece ad oggi azioni di integrazione messe in atto sul territorio pisano con i fondi stanziati dalla Regione".
Da parte delle associazioni arriva anche una proposta ben precisa su questo caso specifico: "Al fine di evitare inutili tensioni, e in attesa di definire un percorso condiviso con le famiglie che abitano nel campo della Bigattiera, occorre porre fine quanto prima agli interventi di sospensione dell'acqua e dell'energia elettrica".
La richiesta però che viene da Pisa è anche più generale: "Per superare una logica emergenziale, appare indispensabile procedere all'apertura di un tavolo di confronto con la Regione Toscana, e in particolare con la "cabina di regia" regionale che raccoglie tutti gli enti locali del territorio. Al fine di garantire un risultato positivo e realmente costruttivo, è necessario che il confronto non sia limitato ai soggetti istituzionali, ma si estenda ai destinatari delle politiche (i rom e i sinti), e agli operatori e alle associazioni da anni attive su questi temi".
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.