L'estate
da sempre, si sa, è tempo di festival. A Pomarance e Larderello
quest'anno sta per prendere avvio una nuova avventura: Il Festival
Resistenze In-Attuali prima edizione, che inizia oggi 29 giugno e
proseguirà fino al 1 Luglio.
Promotrice
del festival l'Associazione Culturale I Diversissimi
Perturbazioni Creative, un soggetto collettivo nato nel settembre
2011 per volontà di un gruppo eterogeneo di abitanti del Comune di
Pomarance, motivati a mettere insieme le proprie capacità,
conoscenze e sensibilità al fine di valorizzare l'identità del loro
territorio, reinterpretandola in chiave pluralista e contemporanea,
aprendosi ad una molteplicità di esperienze culturali.
Il
Festival si inserisce nello spirito di una più vasta programmazione
annuale dell'associazione, basata sulla ricerca e sull'azione intorno
ai due concetti di Lentezza, intesa come necessità di
riappropriazione di ritmi di vita più umani e di sguardi più
attenti alle potenzialità e alle tradizioni del territorio, e di
Margine. Il punto di partenza è la tradizione, ancora forte nel
territorio in cui l'Associazione prevalentemente opera (Val di
Cecina), della Resistenza Partigiana.
"L'esperienza
di questo nuovo Festival - scrivono gli organizzatori - comincia
in un momento strano e complicato della cultura italiana. In un
periodo dove i tagli hanno dato un brutto colpo ad alcune esperienze
teatrali, l'associazione I Diversissimi - Pertubazioni Creative,
in piena coerenza con la loro identità, rilanciano con una proposta
inattuale".
La
Resistenza, dunque. "L'esigenza di una rilettura contemporanea di
questo importante seme culturale tramandato dalla forza delle passate
generazioni - spiegano ancora dall'associazione - ha però imposto al gruppo di muoversi in una
riflessione più ampia intorno alla capacità dei territori come
quello in cui opera, cosiddetti 'lenti', in quanto tagliati fuori dai
circuiti preferenziali dell'economia mondo, e dei suoi abitanti, di
praticare una forma attuale di resistenza e di resilienza per
continuare a sopravvivere, immaginando modelli di sviluppo
alternativi in cui collocarsi".
Tale
capacità è, quindi, divenuta il secondo pilastro strutturale nella
definizione del Festival. "Muovendosi dalla Resistenza alle
Resistenze, il Festival si propone quindi di esplorare il mondo delle
ATTUALI pratiche di resistenza al modello economico e culturale
dominante, mettendo a dialogo e analizzandone alcune tra le più
significative nel panorama italiano e internazionale".
L'evento
ruota, quindi, intorno a tutte quelle "resistenze attive"
che stanno in qualche modo sul margine in campo culturale, economico
e delle pratiche sociali. "L'obiettivo finale del festival è
riuscire a ricucire, anche solo per brani, il senso di comunità e di
attaccamento alla cosa pubblica degli attori locali facendoli,
attraverso la messa in rete di esperienze anche tra loro molto
distanti, sentire meno soli nel loro cammino.
Impossibile
menzionare tutti gli eventi in programma nel corso della tre giorni, che
spaziano dal teatro all'arte performativa, dal cinema e dalla
videoarte fino alla fotografia, e poi dibattiti, incontri e socialità
tra le strade e le piazze.
Difficile
anche sintetizzare i tanti temi oggetto degli eventi, se non a grandi
linee: la giornata del 29 Giugno partirà da una ricognizione del
paesaggio toscano, orientandosi verso una lettura delle nuove
possibilità di consumo e di modelli culturali che esso può offrire.
La
giornata del 30 Giugno sarà dedicata all'indagine e al confronto
dialettico tra varie realtà artistiche e culturali nazionali e
internazionali poste sui margini (e quindi resistenti), mentre le
nuove pratiche sociali indirizzate a una riprogettazione collettiva
dell'abitare i territori di margine, saranno invece le protagoniste
della terza e ultima giornata del 1 Luglio.
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