Una volta Cristiano Lucarelli lasciò basito un giornalista nazionale che gli aveva chiesto quali fossero i suoi obiettivi di carriera rispondendo: "Vorrei segnare il gol decisivo con la maglia del Livorno in un derby contro il Pisa". Fino ad oggi, per fortuna, Lucarelli non è riuscito a coronare il suo sogno; è vero che quest'anno ha fatto gol ai nerazzurri, ma con la maglia del Parma, e alla fine la partita l'ha vinta il Pisa.
Questo sogno è invece diventato realtà per Federico Viviani, la cui zuccata al termine del primo tempo ci ha dato la vittoria sabato scorso dopo ben 32 anni in un derby casalingo contro i cugini labronici.
28 anni, marinese doc, dopo i primi passi nel Porta a Piagge, Viviani si è formato nelle giovanili del Pisa, fino ad arrivare ad esordire in C1 nell'anno di D'Arrigo, Savoldi, Andreotti, della rincorsa sul Siena e della sfortunata semifinale playoff persa col Brescello.
Da lì ha iniziato a girare i campi di provincia, in attesa di crescere, di maturare e di avere l'occasione giusta: Camaiore, Cascina, Sansovino in C2, Juve Stabia e Lanciano in C1. Una lenta ascesa, poi nel gennaio dell'anno scorso la grande occasione, grazie a una regola "salva -vivai" che limita a 20 il numero di giocatori che possono far parte di una squadra di serie B, eccezion fatta per quelli che provengono dal settore giovanile. A dispetto dello spirito della norma, che vorrebbe la tutela dei settori giovanili e la promozione dei giovani, molte società trovano l'escamotage di acquistare giocatori già "maturi" che hanno un passato nel settore giovanile. Ed è così che il direttore sportivo Gianluca Petrachi lo chiama alla corte di Ventura nel Pisa dei Miracoli della scorsa stagione, nel ruolo di cambio difensivo centrale oppure laterale destro, per far rifiatare i vari Raimondi, Trevisan, Zoppetti.
Al suo arrivo a Pisa i più storcono il naso, ci si aspettava un rinforzo di qualità in difesa e invece c'è questo ragazzo che ha poca esperienza di C1, immaginiamoci cosa potrà dare in serie B!
E invece il buon Federico lavora sodo e conscio del suo ruolo, assimila gli schemi di Ventura e mette insieme 8 presenze nel finale del campionato, senza sfigurare.
Dotato di mezzi fisici e tecnici non eccelsi, sopperisce con una grande applicazione e con una maturità tattica che fanno sì che la sua presenza in campo si noti poco, ma l'attaccante che gravita nella sua zona è spesso annullato.
La nuova stagione lo vede confermato nel suo ruolo di primo rincalzo difensivo, ma dapprima per le condizioni precarie di Trevisan, poi per l'infortunio di capitan Raimondi, Viviani si ritaglia uno spazio sempre maggiore diventando il perno della difesa nerazzurra, e nello scorso novembre segna il suo primo gol in serie B che frutta il pareggio a tempo scaduto nella concitata partita con l'Ascoli. Seguono una serie di prestazioni alterne fino al 3-3 di Modena che lo vede salire sul banco degli imputati come uno dei principali responsabili dei disastri difensivi commessi contro i canarini, ma Viviani ha carattere da vendere, e così nella partita più importante dell'anno sfodera una prestazione maiuscola annullando Rossini e Tavano, e segnando il punto decisivo.
Federico Viviani è così entrato nella Storia nerazzurra: niente male per uno che era arrivato come ripiego!!!
Foto tratta da www.pisacalcio.it
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