25/02/09 00:42 | autore: Sandro Francesconi Stampa

Elogio dello zero a zero 1

L’essenza del calcio è anche in un noioso pareggio.

6eac6b0029abc1956cc3346f6b0df30a Nerazzurri in festa dopo la vittoria sul Livorno (dal sito www.gabrielemasotti.it)

Il grande Gianni Brera, colui che ha dato dignità letteraria al giornalismo sportivo in Italia, sosteneva che la partita perfetta è quella che finisce zero a zero, perché significa che nessuno ha sbagliato.

L'affermazione era provocatoria anche ai tempi in cui imperava il catenaccio come sistema di gioco, adesso sembra totalmente fuori tempo e fuori luogo. Eppure lo zero a zero è un risultato che non si verifica negli altri sport e che rende quindi il calcio unico.

Il professor Michael Mandelbaum, un ideologo statunitense del liberismo e dell'esportazione della democrazia, sosteneva qualche anno fa dalle colonne dell'Observer (Why America hates football) che uno dei motivi per cui il "soccer" non riesce a sfondare negli Stati Uniti è perché gli americani non sopportano l'idea che una gara possa finire in pareggio, e che gli sport americani hanno cambiato le proprie regole per evitare che ciò accada. E se non sopportano il pareggio, lo zero a zero non lo capiscono proprio, sembra un'inutile perdita di tempo e di energie.

Invece da noi lo zero a zero ha tutta una sua dignità, a cominciare dai molti modi di descriverlo: risultato a occhiali, a reti bianche, a reti inviolate, nulla di fatto; è la filosofia tutta italiana del "meglio due feriti che un morto", del tiriamo a campare, e del "volemoci bene"; ed è quanto si è visto lunedì sera all'Arena Garibaldi nella partita che opponeva i nerazzurri alla Salernitana.

Forse ci eravamo abituati troppo male nell'ultimo anno e mezzo, e una serie di quattro pareggi e una vittoria nelle ultime cinque partite, che ai tempi di Braglia sarebbe stata considerata del tutto normale, adesso lascia un po' delusi. Soprattutto perché tre dei quattro pareggi sono stati per zero a zero, un risultato inusuale sotto la guida di Ventura.

Ma il Pisa dell'ultimo mese ha cambiato pelle, e modo di giocare: più attento in difesa, con l'ottimo innesto di Bonucci, più coperto a centrocampo, dove gravita un uomo in più. E inevitabilmente la coperta è corta, e la maggiore tenuta difensiva si paga con una minore brillantezza in attacco.

Ma siccome siamo anche il Paese di Machiavelli e del fine che giustifica i mezzi, crediamo che, visto il travagliato inizio di stagione e il più che travagliato gennaio di mercato, e viste le qualità della squadra, sia questa la strada che possa condurre il sodalizio nerazzurro ai 50 punti che significano salvezza sicura.

In fondo occorre fare 17 punti in 15 partite, bastano 14 zero a zero e una vittoria......

Zero A Zero - Frankie Hi Nrg Mc (dall'album Ero un Autarchico)
Mi sento un accessorio nella società.
Un soprammobile della civiltà contemporanea.
Dove mi metto sto male. Dovunque faccio danno.
Mi siedo in un angolo e penso: forse sto messo male.
Mi sposto e penso: forse stavo messo meglio prima.
Amici zero. Genitori due. Genitori batte amici due a zero.
Tra una cinquantina d'anni quando non ci saranno più i genitori, porterò a casa un pareggio per zero a zero.
Interessi zero. Interessi e amici zero a zero.
In un ipotetico triangolare, gli unici che vanno a punti sono i genitori.
Genitori uno. Genitori batte amici uno a zero.
L'attacco comincia ad incepparsi.
Genitori zero. Genitori e amici zero a zero.
Si e' chiuso un ciclo.
Mi sento un accessorio nella società.

 Foto tratta dal sito: www.gabrielemasotti.it

Questo articolo contiene 1 commenti.

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2009/03/01 12:03:24 Rajani Palme Dutt Bell'articolo.
Una piccola precisazione, tuttavia: il testo del pezzo citato è del grande Antonio Rezza (http://www.youtube.com/watch?v=zD-Ti3rkBpo).

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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