04/03/09 08:50 | autore: Sandro Francesconi Stampa

Il punto della settimana 0

Qualche considerazione sul momento dei Nerazzurri e una dovuta risposta a Carlo Nesti

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Il punto della settimana è presto fatto: il Pisa perde a Trieste per un'ingenuità nonostante una prestazione non disprezzabile ma con poca incisività sotto porta. Del difficile mestiere del Portiere abbiamo già detto poco tempo fa, c'è solo da aggiungere che il ripetersi di alcune situazioni è segno di poca tranquillità e freschezza psicofisica di Morello e di tutta la difesa. Davanti l'impressione è che la squadra fatichi molto in questo periodo, che non a caso coincide con l'assenza di Joelson.

Ciò detto, approfittiamo di questo spazio per replicare modestamente alla lettera di Carlo Nesti, volto noto del giornalismo sportivo RAI, pubblicata qualche giorno fa dal quotidiano La Nazione.

Caro Nesti,

Ci fa molto piacere che tu abbia apprezzato il calore dell'Arena Garibaldi anche in una giornata strana come è stata quella del derby. Ma se l'Arena con 6000 spettatori e senza i gruppi della Curva ti ha dato l'impressione di "90 minuti da brivido, scariche di adrenalina che hanno trascinato i neroazzurri verso il successo", chissà quali sarebbero state le tue sensazioni se tu fossi stato presente il 17 giugno di due anni fa, il giorno della vittoria col Monza e della promozione in serie B, quando eravamo in 15000 a trascinare la squadra verso la vittoria cantando e incitando per 120 minuti. Oppure chissà che cosa avresti pensato quando l'intero stadio si alzò ad applaudire a a ringraziare la squadra lo scorso anno dopo lo 0-3 interno col Brescia. E se nella partita col Livorno i presenti hanno incitato la squadra e intonato i cori, è perché da anni siamo educati così, grazie soprattutto ai ragazzi della Curva, che nel bene e nel male hanno sempre sostenuto la squadra, dai tempi bui dell'Eccellenza fino ad ora. Con questo non nascondiamo che ci sono cose della cosiddetta "mentalità ultras" che ci piacciono poco, dal machismo all'eccesso di protagonismo; ma siamo certi che senza la Curva, nelle partite contro un Cittadella o un Albinoleffe si andrebbe rapidamente verso l'apatia o, peggio, si sentirebbero soltanto i fischi e i "ma lo levi!!" rivolti al primo giocatore che sbaglia un passaggio. Più bandiere, più striscioni, più colore e più calore sono l'unico modo per far sì che le famiglie e le persone "normali" vadano allo stadio e diano voce alla loro passione. A meno che non si pensi a un campionato da seguire da soli nella poltrona di casa per 40 partite, per poi forse partecipare dal vivo solo all'evento dell'anno . Ma attenzione, uno stadio semivuoto e apatico non è un bello spettacolo da vedere in TV, se non c'è passione sugli spalti da casa si fa presto a cambiare canale!

Nella foto:
La Curva Nord di Pisa - Monza (17/06/2007) dal sito www.gabrielemasotti.it

 

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