Questa settimana vogliamo parlare un po' di tattica. E cioè di quelle terne o quaterne di numerini che si trovano vicino alle formazioni delle squadre, che indicano la disposizione in campo dei giocatori.
Di "moduli tattici" si è iniziato a parlare negli anni '30 del secolo scorso, quando si contrapponevano il "metodo", o WW (modulo artefice dei succcessi della nazionale italiana nei mondiali del 1934 e 1938) e il "sistema" o WM, adottato dalle squadre britanniche e dal Grande Torino. Negli anni '50 si è iniziato a giocare il "catenaccio", che ben presto è divenuta l'espressione più comune per indicare il calcio italiano.
A partire dalla "rivoluzione arancione" degli anni '70, cioè dal sistema di gioco detto "calcio totale" adottato dall'Ajax di Amsterdam e dalla nazionale olandese, negli ultimi anni i moduli tattici si sono moltiplicati in modo impressionante, ed è stato tutto un fiorire di numeri: 4-4-2, 4-3-3, 5-3-2, 4-3-1-2, 3-4-3, 4-3-2-1 e molte altre combinazioni.
C'è però un particolare modulo tattico di cui, fino a poco tempo fa, avevamo soltanto sentito parlare in termini mitici, ed è il 4 -2 -4 giocato dalla nazionale brasiliana vincitrice dei Campionati del Mondo del 1958, 1962 e 1970; uno schema iperoffensivo, in cui la classe degli attaccanti brasiliani poteva emergere in tutta la sua potenza: e con giocatori del calibro di Garrincha, Altafini, Zagalo, Jairzinho, Tostao, Rivelino, e ovviamente del più grande di tutti, Pelé, questo modulo ha fatto divertire una generazione di appassionati.
Ma dalle nostre parti sembrava più una curiosità limitata alla follia offensivistica del calcio brasiliano, fino all'arrivo sulla panchina nerazzurra nell'autunno del 2005 dello sconosciuto, almeno dalle nostre parti, Antonio Toma.
Personaggio bizzarro, nella sua carriera di calciatore svoltasi nelle serie minori in Puglia era l'idolo dei tifosi che lo avevano ribattezzato "MaraToma"; è famosa una sua rete dopo aver dribblato mezza squadra avversaria, che è stata premiata dal quotidiano spagnola El Marca come la più bella della storia.
Arrivato a sostituire Domenicali nella stagione più disgraziata degli ultimi 15 anni si presentò con questo 4-2-4 che raccolse successi insperati, soprattutto in trasferta, alternati a clamorosi tonfi interni. Esonerato a febbraio, Toma fu richiamato alla vigilia dei playout contro la Massese, che in modo o nell'altro dettero la salvezza ai nerazzurri.
Ma l'avventura pisana di Toma è ricordata soprattutto per le sue stranezze: dall'andare a chiedere una sigaretta ai tifosi alla rete di recinzione durante la gara, all'effettuare le tre sostituzioni contemporaneamente al'inizio del secondo tempo, cosa che fece rimanere più volte il Pisa in inferiorità numerica nei finali di gara. Quindi anche il suo 4 -2 - 4 fu considerato più una trovata di un personaggio eccentrico che un modulo tattico applicabile nel calcio moderno.
Ma la stagione scorsa Giampiero Ventura ha plasmato il "Pisa dei Miracoli" proprio utilizzando lo stesso modulo di Toma: e con interpreti di altra levatura, e scelti appositamente, ha mostrato una bellezza di gioco e uno spettacolo come non si era mai visto a Pisa a memoria nostra, e cioè negli ultimi trent'anni.
Quest'anno Ventura ci ha riprovato, ma il suo 4 -2 -4 prevede che i due esterni di attacco siano veloci, sappiano saltare l'uomo e tornino a dare una mano in fase di copertura, e purtroppo nella rosa iniziale di questa stagione mancavano elementi con queste caratteristiche. Per cui il mister nerazzurro è stato costretto a convertirsi ad un modulo un po' più prudente, una specie di 4-3-3 asimmetrico e sbilanciato a destra, o forse una "zona mista" aggiornata e resa più offensiva.
Ma nel frattempo Antonio Toma è diventato l'allenatore in seconda, o meglio "consulente tecnico" come si definisce lui, di Antonio Conte sulla panchina del Bari: e i pugliesi, grazie al "modulo Toma" e ad un ottimo organico, quest'anno giocano il calcio più bello della categoria e sono meritatamente al comando della classifica.
Domenica scorsa all'Arena il 4 - 2 - 4 di Conte-Toma ha battuto con molte difficoltà i ragazzi di Ventura: ma i primi quindici minuti di dominio dei pugliesi ci hanno fatto ricordare e rimpiangere il gioco del Pisa dello scorso anno. E pensare che Toma lo consideravamo più un mezzo matto che un allenatore....
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2009/04/04 14:04:42 drugo lebowski Caro Miste, smettila di dare i numeri e concentrati un menutino sui prossimi mondiali rebeldi...come ben sai la tua panchina è a rischio, a quando un chiarimento con la società?!