La storia è nota. Lunedì 9 agosto un centinaio di attivisti dell'associazione Ya Basta! sono entrati nel campo di mais geneticamente modificato di Vivaro (Pordenone). Il campo è di proprietà di Giorgio Fidenato, presidente dell'Associazione Agricoltori Federati della provincia di Pordenone, ed era già stato al centro di aspre polemiche dopo che il suo proprietario comunicò la sua intenzione di coltivarlo a mais modificato geneticamente.
Una vicenda che ad aprile scorso era sfociata nell'occupazione della sede di Agricoltori Federati a Pordenone. Non solo una battaglia contro gli OGM e le multinazionali che ne controllano il corso, ma anche protesta per la difesa del proprio diritto a sottrarsi all'invadenza della scelta altrui: coltivare il proprio campo a mais OGM significa contaminare per chilometri e chilometri i campi altrui.
Per tale ragione, e a seguito delle incessanti polemiche, il terreno era stato posto sotto sequestro. Il blitz è scattato poco dopo mezzogiorno. Gli attivisti, in tuta bianca, hanno dunque abbattuto le piante alte 2 metri.
Ne abbiamo parlato con Francuccio Gesualdi, direttore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano, da sempre impegnato nello studio e nella divulgazione delle problematiche legate al consumo solidale e ai nuovi stili di vita.
Quanto è accaduto a Pordenone è il segno di un'esasperazione collettiva?
Siamo sempre meno in uno stato di diritto. Quando in nome degli affari si calpestano i beni comuni, quando la prepotenza del più forte si abbatte sul più piccolo, ma soprattutto quando questa ingiustizia è ammessa, allora è giusto ribellarsi.
Ya Basta! ha sottolineato che questa non è solo una battaglia contro gli OGM, ma anche contro una forma di potere con la quale non si riesce a recuperare un confronto, dove tutto viene calato dall'alto.
Bisogna essere definitivi su tale questione: qualcuno ha saputo per caso esprimere una parola chiara su quali conseguenze avranno gli OGM sull'ecosistema e sulla salute della persona? Ne hanno da dire per rabbonirci, per rassicurarci che tutto va bene. Peccato che puntualmente la storia degli ultimi anni è stata puntellata da fenomeni come la "mucca pazza", solo per citare uno dei più noti. Peccato che in nome della produzione a tuti i costi non si contino più i disastri ambientali sul nostro pianeta.
La distanza denunciata da Ya Basta! tra i veri bisogni del cittadino e i profitti della produzione è sempre più marcata?
Il sistema della produzione ha deciso di renderci tutti cavie per fare soldi. La legge dovrebbe tutelare il consumatore e invece difende solo la posizione del profitto. Questo non è veterocomunismo: è la realtà dimostrata con decine di esempi.
Al di là delle singole proteste, è possibile recuperare una forma di tutela direttamente dallo Stato contro l'introduzione anomala di OGM nei sistemi di produzione alimentare?
La Costituzione Italiana ammette gli OGM? Si diano indicazioni chiare in merito. Si citi il passo della nostra carta fondamentale in cui si rende lecito l'uso di organismi modificati. Se questo passo non esiste, allora l'uso degli OGM è una trasgressione della legge fondamentale dello Stato.
Zaia ha espresso solidarietà ai manifestanti.
La Lega Nord ha capito che i processi d'identità, come quelli legati al locale, così come la storia del piccolo contro il grande, funzionano, compattano l'elettorato. La Lega sta cavalcando la tigre della lotta alle multinazionali. Mi chiedo fino a quando, in un territorio totalmente dominato dai grandi interessi industriali.
E mentre è questa la situazione nel nord del paese, in Toscana si sono discusse nel mese di luglio di quest'anno le linee preliminari per presentare una proposta di legge che salvaguardi le colture agricole da possibili contaminazioni Ogm, su proposta dell'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori.
"Non abbiamo scelto così per una pregiudiziale ideologica - ha sottolineato Rossi in quell'occasione - ma siamo contrari all'uso di coltivazioni transgeniche a causa degli svantaggi economici che tali colture porterebbero al sistema agroalimentare toscano con l'omologazione delle nostre produzioni a quelle di tutte le altre realtà".
"Sono tre gli obiettivi della legge, spiega ancora il Presidente della Regione: salvaguardare le produzioni tipiche e di qualità toscane dalla contaminazione di eventuali coltivazioni transgeniche; tutelare la biodiversità naturale e agricola della Toscana; attuare con efficacia il principio della precauzione".
Rossi ha anche ricordato che in Toscana non sono mai stati coltivati Ogm e che il governo regionale intende dotarsi degli strumenti idonei per mantenere tale condizione: "Tutelare la produzione cerealicola che caratterizza così profondamente anche il nostro paesaggio non ha bisogno di omologazione ma di una filiera legata al territorio in modo che dal chicco di grano si arrivi alla pasta e al pane toscano".
- Leggi gli articoli precedenti di "Stili di vita" rubrica a cura di Francuccio Gesualdi
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