30/08/10 09:15 | autore: Cristiana Vettori Stampa

Ricominciamo dalla poesia? 1

La sopravvivenza della poesia è affidata oggi ai piccoli editori ma soprattutto al web: esploriamo il blog di un poeta pisano

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Che fine ha fatto la poesia? Devo ammettere che, contrariamente alle intenzioni iniziali, è spesso assente nei nostri discorsi che in questo non si discostano molto dal "trend" generale: sappiamo quanto poco i testi poetici siano letti e apprezzati.

Proviamo allora a ricominciare dalla poesia, facendoci aiutare da un blog (di cui peraltro abbiamo già avuto modo di parlare, ormai diverso tempo fa...) che è espressamente e coerentemente dedicato alla poesia: si tratta di Imperfetta ellisse, del poeta pisano Giacomo Cerrai.

Riletture, proposte di lettura, presentazioni di poeti, riflessioni sul significato e sul valore della poesia fanno di questo blog un luogo privilegiato per chiunque sia davvero interessato a questa forma di arte.

Anche a scorrere velocemente gli ultimi post, ci imbattiamo in una rilettura di Amelia Rosselli, nel ricordo di Luciano Erba, recentemente scomparso, in una recensione dell'opera della poetessa Silvana Colonna, nella riflessione lanciata recentemente sulle colonne di Repubblica da Valerio Magrelli "su come se la passi la poesia, data sempre per moribonda se non spacciata del tutto": un argomento, quest'ultimo, che ha suscitato non pochi commenti fra i lettori e che non può non interessare perché pone appunto il problema della sopravvivenza della poesia, e induce "Imperfetta ellisse" a concludere che forse "per far vivere la poesia dobbiamo alla fine "regalarla".

"La poesia su carta - si legge nel post - sembra effettivamente affidata all'editoria minore, o addirittura a quella amatoriale...Magrelli accortamente non manca di registrare che la novità vera è rappresentata dal web, anzi direi meglio dalla comunità poetica che bene o male e con differenziati livelli qualitativi si è insediata in rete. Ai siti che cita Magrelli aggiungerei almeno il nuovo e in progress Poesia 2.0, figlio naturale  di un serrato dibattito su poesia e web che si è svolto negli ultimi tempi (Vimercate, Verona, la rete stessa...), dibattito che tutti si augurano che continui e si intensifichi, non ostante qualcuno creda di identificare elementi di stanchezza nel mezzo".

Per le ulteriori considerazioni rimando alla lettura integrale del post.

Nel blog si possono trovare molte indicazioni e suggerimenti utili per tutti gli appassionati: nella sezione "Bookmark" il rimando ad altri siti e blog di poesia, di arte, di "lettura, scrittura, parola, pensiero"; una piccola sitografia essenziale che rinvia a testi poetici di Cerrai reperibili in rete; traduzioni; link a sillogi poetiche fra cui segnaliamo "La ragione di un metodo" dello stesso Cerrai da cui vi proponiamo le poesie che seguono, anche se l'Autore, sempre severo con se stesso, non si risparmia un'autocritica (giustificata dal fatto che si tratta di versi ormai "distanti non solo nel tempo ma anche per diversa sensibilità, diverso accostamento alla realtà e una certa ricerca linguistica e stilistica rispetto al lavoro attuale") pur riconoscendo che essi contengono "ancora nuclei tematici e di indagine che ancora mi appartengono e che anzi potrebbero, forse con un approccio un po' più innovativo e modalità differenti di scrittura, essere ancora fecondi".

La sera ghiaccia (sabato, novembre)
è un abito appeso all'aria:
si rinfresca ci sospinge su scale rinnovate
ridendo come reduci.
Il vuoto torna d'improvviso pieno, stanotte
e i pesi galleggiano sereni lontani come lune.
Parliamo; salendo:
tu muovi la tua frusta ironica e le anche
e gli occhi ti brillano come in una foto di liceo.
L'alcool incide sulla curva
- dici -
e la sai lunga.
Le paure addomesticate si ritirano agli angoli
il tempo rimarginato complici
èsili etìli.

Nov. ‘88

Il dubbio è una forma fine
d'essere ostili
o amare,
da una conchiglia ricavare
un'attenzione,
o l'illusione del suono
anche dove l'onda non vedi più.
Perché?
Quaggiù nessuno ha più voglia di voltarsi
tranne per un riflesso d'oro sull'acqua
che non costa niente.
L'inverno ha questo vantaggio,
d'un occidente disabitato dietro
la rifrazione d'un sole che non scalda.
L'acqua porta carcasse
di chi non aveva dubbi:
quattro assi di cabina,
fuochi nel crepuscolo di cani impazziti.

Febb. 1991

Bene: allora che ne dite di ricominciare dalla poesia? Tra i nostri lettori, alcuni hanno siti o blog di questo tipo da segnalare? Cosa ne pensano della provocazione di "Imperfetta ellisse": per far vivere la poesia dobbiamo regalarla, sottraendola dunque al mercato? E la rete può svolgere una funzione utile in questo senso?
A voi la parola....

Leggi i precedenti articoli della rubrica "Spazio alle parole"

Questo articolo contiene 1 commenti.

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2010/08/31 09:08:57 Giacomo Cerrai Cara Cristiana, ti ringrazio anche in questa sede per la tua attenzione e la lunga amicizia. In realtà non credo che la poesia sia nemmeno malaticcia, c'è in giro, specie tra i giovani, una gran voglia di poesia, scritta e sentita (un pò meno letta). Se questa poesia poi sia buona o cattiva, questo è un altro discorso, che dipende in parte da chi scrive, ma anche molto da chi legge, se lo fa in maniera consapevole e critica.
un saluto
Giacomo

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

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