04/04/11 10:02 | autore: Cristiana Vettori Stampa

105 poeti per la legalità 0

Presentata presso la Bottega di Libera Terra l’antologia "L’impoetico mafioso"

1cc6a2cf78ac62e1d2d32104b7c17a3a

La poesia può esprimere e trasmettere una cultura della legalità e dell'antimafia?

La domanda trova risposta nell'antologia "L'impoetico mafioso" (Edizioni CFR), che è stata presentata presso la Bottega di Libera Terra "I saperi e i sapori della legalità" dallo scrittore pisano Alessandro Scarpellini e da Gianmario Lucini, curatore e editore del libro. "La poesia - si legge nell'introduzione - non è certamente l'arma più adatta per vincere le mafie, ma essa, con altre forze sane della società, deve contribuirvi, perché in una società che dovesse essere dominata dalla mafia (questo è infatti il trend evolutivo) non è possibile la poesia - sarebbe molto peggio che nell'Italia fascista, nella Germania nazista o nella Russia sovietica".

Alla presentazione ha preso parte l'assessore alla promozione della legalità del Comune di San Giuliano Terme, Fabiano Martinelli, che ha portato i saluti dell'amministrazione comunale impegnata proprio in questi giorni nella  "Settimana della legalità" con una serie di iniziative - letture itineranti, proiezioni di film, presentazione di libri.

"Quando la parola diventa testimonianza di vita - ha affermato Scarpellini - s'instaura un legame profondo tra l'interiorità di chi scrive e il mondo: la poesia diventa allora una vibrazione, un'onda che può cambiare la situazione presente. E questa è già una grande azione contro tutte le mafie. Se siamo persone vere, forse questo mondo può cambiare. La poesia civile, unita all'eros, all'amore, alla lotta contro tutte le discriminazioni, può dare vita a "briciole" di un altro mondo possibile".

Il proposito dell'"Impoetico mafioso" è proprio quello di promuovere una poesia civile, "impegnata" si sarebbe detto un tempo, una poesia che vuol rompere con la cultura mafiosa e lo fa parlando alle coscienze, alle sensibilità individuali di ognuno. 

105 poeti hanno risposto all'appello di Lucini, e non sono gli unici: evidentemente un impegno di questo tipo corrisponde al desiderio e al sentire di molti che credono nella letteratura come possibilità di denuncia e di riscatto.  "Credo - dice fra l'altro Lucini - che si debba cambiare direzione e rivedere il ruolo della poesia, o almeno cercare di mettere in risalto, come cerchiamo di fare in questa occasione, i momenti nei quali la poesia cerca un suo ruolo celebrando il mito. È, questa, una grande responsabilità degli artisti: se essi non se la assumono, nessuno lo può fare al posto loro, perché essi soltanto sanno usare la potenza evocativa dell'arte, essi soltanto sanno rievocare i miti, parlare alla dimensione mitico-magica dell'uomo contemporaneo, che è molto più presente ed attiva, in ciascuno di noi, di quanto non si pensi. Per questa nostra assenza Dante ci confinerebbe fra gli ignavi, credo, con poche pregevoli eccezioni".

L'antologia è dedicata ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, ucciso dalla camorra perché contrario alla speculazione edilizia che voleva fare scempio del suo territorio: una figura luminosa che ci ha lasciato un'altissima lezione di Etica e di Politica.

All'iniziativa presso la Bottega di Libera, erano presenti anche le poetesse pisane Nadia Chiaverini e Maria Giovanna Missaggia, e il poeta Paolo Stefanini, che hanno letto i loro testi, inseriti nell'antologia.

Il pubblico ha sollecitato poi una interessante discussione sul ruolo della letteratura oggi, mentre i più giovani hanno espresso l'auspicio che la poesia sappia trovare le forme e i modi per raggiungere anche le nuove generazioni: un invito raccolto dai relatori i quali hanno portato esempi di fruizione alternativa dei testi poetici come l'abbinamento di poesia e musica o i recital in piazza.

L'artista - è stato detto - è colui che può comunicare all'inconscio, alla sfera dei sentimenti e delle emozioni, in modo diretto, intuitivo: un ruolo centrale nell'educazione sentimentale dei più giovani, che però oggi è spesso trascurato dalla poesia e lasciato ai soli mezzi di comunicazione di massa che lo svolgono in modo superficiale e strumentale.

La poesia, e l'arte in genere, devono quindi tornare ad esprimere tutte le loro potenzialità riappropriandosi del ruolo mitico e sacrale che esse avevano agli albori della nostra storia.

Leggi i precedenti articoli della rubrica "Spazio alle parole", a cura di Cristiana Vettori

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori