Il nostro percorso lungo la tangenziale nord-est è concluso, e si
tratta adesso di dare uno sguardo complessivo al progetto, anche dal
punto di vista tecnico. Lo facciamo grazie all'ingegner Massimo Bottega,
che a lungo si è occupato della questione, e che è l'autore di alcune
osservazioni al progetto firmate da più di 200 cittadini di San
Giuliano.
Una nuova viabilità a nord della città era stata
messa in cantiere da più di dieci anni, sul presupposto che servisse ad
alleggerire il traffico nelle vie della città, facendolo defluire
esternamente. Era stato tuttavia bocciato da uno studio del professor
Ferrari, citato nel piano del traffico ancora vigente a Pisa, che aveva
individuato come alternativa un miglioramento della viabilità esistente.
Sulla grande mappa che abbiamo davanti, Massimo mi fa notare come lo
stesso percorso della tangenziale si potrebbe fare sull'attuale
viabilità se non mancassero alcuni raccordi: con la costruzione qua e là
di pochi tratti di strada si potrebbe quindi ottenere un risultato
migliore che con la costruzione di una nuova tangenziale.
Come, dunque, si è arrivati a riproporre il progetto? Lo studio di
viabilità che supporta l'attuale progetto è stato fatto dalla ditta
Tages di San Giuliano nel 2006, e sostanzialmente intende mostrare come
dal 2001 al 2006 il traffico sia così aumentato che occorra ripensare
anche a una viabilità completamente nuova. Questo nuovo studio, però,
presenta, secondo Massimo, alcuni punti di grave debolezza. Innanzitutto
i dati sono troppo pochi, e statisticamente poco rilevanti; inoltre non
sono dati univoci, perché mostrano un aumento di traffico in alcune
fasce orarie, e una diminuzione in altre. Inoltre c'è da considerare che
la costruzione di una nuova strada, come mostrano tutti gli studi del
settore, fa aumentare il traffico complessivo, perché costituisce un
incentivo all'uso del mezzo privato: in una situazione in cui, tra
l'altro, molti servizi sono stati o verranno a breve spostati a
Cisanello, la nuova tangenziale potrebbe rivelarsi un rimedio di breve
durata. Si sarebbero allora spesi più di 60 milioni di euro per
ritrovarsi al punto di partenza.
Nelle conclusioni dello studio Tages è esplicitamente detto che non si è tenuto conto dei nuovi scenari conseguenti allo spostamento dell'ospedale a Cisanello:
quindi si sta correndo il rischio di imbarcarsi in un progetto costoso
senza sapere se servirà realmente a risolvere i problemi. Si potrebbe,
quanto meno, aspettare un po', visto anche che la PisaMo sta montando
delle centraline fisse di rilevazione del traffico, e tra due o tre anni
saranno disponibili dati molto più precisi.
Tutte queste considerazioni possono far credere il lettore che
Massimo Bottega abbia una posizione totalmente contraria: invece Massimo
è una persona appassionata del ragionamento razionale, pacato, aperto
alle incertezze e ai dubbi. Mi parla di un colloquio avuto co un
assessore in cui aveva convenuto che la tangenziale andrebbe valutata
anche nei singoli pezzi: a Madonna dell'Acqua un nuovo percorso
servirebbe per ridare vita all'abitato, attualmente attraversato
dall'Aurelia; invece, nella zona est la strada rovinerebbe una campagna
molto delicata, e dovrebbe sorpassare la strada del Brennero, il canale
dei Navicelli e l'acquedotto Mediceo (tutti di grande valore
storico-paesaggistico) con dei sottopassi molto costosi e molto
impattanti.
Dopo tutti questi ragionamenti non siamo però ancora arrivati a
quello che secondo Massimo è il cuore vero del problema, e quando tento
di abbozzare un riassunto di quello che ci siamo detti mi fa il gesto di
aspettare, e mi dice che le osservazioni che ha presentato fanno leva
però su un altro punto, secondo lui ancora più sostanziale di tutti
quelli di cui finora si è parlato.
Ciò che è stato criticato è che lo studio Tages analizza la mobilità
dei veicoli, e non delle persone. E' chiaro infatti che se il problema
che ci si pone è come spostare dei veicoli la soluzione non può che
essere quella di costruire strade; ma se invece, come negli studi più
moderni si fa, si analizzano i bisogni di spostamento delle persone,
allora le persone possono muoversi in auto o con i mezzi pubblici o in
bicicletta a seconda delle opportunità e degli incentivi che si offrono.
La richiesta fatta alle amministrazioni tramite le osservazioni è quindi quella di analizzare l'impatto che altre forme di mobilità potrebbero avere sul traffico cittadino.
Massimo, nel tempo libero, ha fatto un grande lavoro su questo,
ipotizzando anche delle linee di autobus circolari che potrebbero
servire ad alleggerire il traffico. Sorride e mi dice: "Con 60 milioni
di euro (tanto dovrebbe costare la nuova tangenziale) sai quante cose si
potrebbero fare?".
Alla fine, ciò che mi ha emozionato dell'incontro con Massimo è la
sua passione civile e lo spirito concreto e propositivo con cui affronta
questi problemi.
Le norme che prevedono percorsi partecipativi
possono essere una grande opportuinità per le amministrazioni pubbliche,
per avere pareri e studi completamente gratuiti e disinteressati.
- Leggi le puntate precedenti di Viaggio lungo la tangenziale nord-est
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.