07/07/11 10:41 | autore: Lucio Bontempelli Stampa

Mobilità delle persone o mobilità dei veicoli? 0

Alla fine del viaggio lungo il tracciato previsto per la tangenziale nord est, Pisanotizie ha incontrato l'ingegner Massimo Bottega, autore di alcune osservazioni al progetto

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Il nostro percorso lungo la tangenziale nord-est è concluso, e si tratta adesso di dare uno sguardo complessivo al progetto, anche dal punto di vista tecnico. Lo facciamo grazie all'ingegner Massimo Bottega, che a lungo si è occupato della questione, e che è l'autore di alcune osservazioni al progetto firmate da più di 200 cittadini di San Giuliano.

Una nuova viabilità a nord della città era stata messa in cantiere da più di dieci anni, sul presupposto che servisse ad alleggerire il traffico nelle vie della città, facendolo defluire esternamente. Era stato tuttavia bocciato da uno studio del professor Ferrari, citato nel piano del traffico ancora vigente a Pisa, che aveva individuato come alternativa un miglioramento della viabilità esistente. Sulla grande mappa che abbiamo davanti, Massimo mi fa notare come lo stesso percorso della tangenziale si potrebbe fare sull'attuale viabilità se non mancassero alcuni raccordi: con la costruzione qua e là di pochi tratti di strada si potrebbe quindi ottenere un risultato migliore che con la costruzione di una nuova tangenziale.

Come, dunque, si è arrivati a riproporre il progetto? Lo studio di viabilità che supporta l'attuale progetto è stato fatto dalla ditta Tages di San Giuliano nel 2006, e sostanzialmente intende mostrare come dal 2001 al 2006 il traffico sia così aumentato che occorra ripensare anche a una viabilità completamente nuova. Questo nuovo studio, però, presenta, secondo Massimo, alcuni punti di grave debolezza. Innanzitutto i dati sono troppo pochi, e statisticamente poco rilevanti; inoltre non sono dati univoci, perché mostrano un aumento di traffico in alcune fasce orarie, e una diminuzione in altre. Inoltre c'è da considerare che la costruzione di una nuova strada, come mostrano tutti gli studi del settore, fa aumentare il traffico complessivo, perché costituisce un incentivo all'uso del mezzo privato: in una situazione in cui, tra l'altro, molti servizi sono stati o verranno a breve spostati a Cisanello, la nuova tangenziale potrebbe rivelarsi un rimedio di breve durata. Si sarebbero allora spesi più di 60 milioni di euro per ritrovarsi al punto di partenza.

Nelle conclusioni dello studio Tages è esplicitamente detto che non si è tenuto conto dei nuovi scenari conseguenti allo spostamento dell'ospedale a Cisanello: quindi si sta correndo il rischio di imbarcarsi in un progetto costoso senza sapere se servirà realmente a risolvere i problemi. Si potrebbe, quanto meno, aspettare un po', visto anche che la PisaMo sta montando delle centraline fisse di rilevazione del traffico, e tra due o tre anni saranno disponibili dati molto più precisi.

Tutte queste considerazioni possono far credere il lettore che Massimo Bottega abbia una posizione totalmente contraria: invece Massimo è una persona appassionata del ragionamento razionale, pacato, aperto alle incertezze e ai dubbi. Mi parla di un colloquio avuto co un assessore in cui aveva convenuto che la tangenziale andrebbe valutata anche nei singoli pezzi: a Madonna dell'Acqua un nuovo percorso servirebbe per ridare vita all'abitato, attualmente attraversato dall'Aurelia; invece, nella zona est la strada rovinerebbe una campagna molto delicata, e dovrebbe sorpassare la strada del Brennero, il canale dei Navicelli e l'acquedotto Mediceo (tutti di grande valore storico-paesaggistico) con dei sottopassi molto costosi e molto impattanti.

Dopo tutti questi ragionamenti non siamo però ancora arrivati a quello che secondo Massimo è il cuore vero del problema, e quando tento di abbozzare un riassunto di quello che ci siamo detti mi fa il gesto di aspettare, e mi dice che le osservazioni che ha presentato fanno leva però su un altro punto, secondo lui ancora più sostanziale di tutti quelli di cui finora si è parlato.

Ciò che è stato criticato è che lo studio Tages analizza la mobilità dei veicoli, e non delle persone. E' chiaro infatti che se il problema che ci si pone è come spostare dei veicoli la soluzione non può che essere quella di costruire strade; ma se invece, come negli studi più moderni si fa, si analizzano i bisogni di spostamento delle persone, allora le persone possono muoversi in auto o con i mezzi pubblici o in bicicletta a seconda delle opportunità e degli incentivi che si offrono.

La richiesta fatta alle amministrazioni tramite le osservazioni è quindi quella di analizzare l'impatto che altre forme di mobilità potrebbero avere sul traffico cittadino. Massimo, nel tempo libero, ha fatto un grande lavoro su questo, ipotizzando anche delle linee di autobus circolari che potrebbero servire ad alleggerire il traffico. Sorride e mi dice: "Con 60 milioni di euro (tanto dovrebbe costare la nuova tangenziale) sai quante cose si potrebbero fare?".

Alla fine, ciò che mi ha emozionato dell'incontro con Massimo è la sua passione civile e lo spirito concreto e propositivo con cui affronta questi problemi.
Le norme che prevedono percorsi partecipativi possono essere una grande opportuinità per le amministrazioni pubbliche, per avere pareri e studi completamente gratuiti e disinteressati.

- Leggi le puntate precedenti di Viaggio lungo la tangenziale nord-est

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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