In vari Paesi,
a partire dagli Stati Uniti, quando in una causa di divorzio un genitore
(in genere il padre) è accusato di abusi e violenze, i sostenitore
della PAS (Parental Alienation Syndrome, sindrome da alienazione genitoriale)
ricorrono a questa teoria per ribaltare le accuse.
L'argomento
è stato affrontato al Pisa Book Festival con la presentazione del libro
"PAS - Presunta Sindrome di Alienazione Genitoriale" di Sonia
Vaccaro e Consuelo Barca, tradotto da Francesca D'Antonio, edizioni
Edit.press, promossa dalla casa editrice e dal Centro Antiviolenza
di Pisa.
All'incontro,
presieduto da Paola Bora, Presidente della Casa della Donna, sono intervenute,
oltre a Sonia Vaccaro e a Francesca D'Antonio, Giovanna Zitiello,
responsabile del Centro Antiviolenza pisano, e Enza Panebianco, di Femminismo
a Sud, che da anni segue le problematiche connesse alla PAS.
Si tratta in
realtà di una sindrome che non ha riscontri scientifici - non
a caso le autrici parlano di "presunta sindrome" - e che
negli Stati Uniti è stata utilizzata fin dal 1985 nelle cause di divorzio
in cui era in gioco l'affidamento dei figli: la PAS, infatti, negando
la realtà dell'alta incidenza di violenza domestica maschile, riconduce
le accuse e il disagio sofferto dal minore ad un vero e proprio lavaggio
del cervello programmato dalla madre per screditare l'altro genitore
e ottenere la custodia esclusiva.
Le madri sarebbero
"visionarie e paranoiche" e questo si configurerebbe come una vera
e propria patologia, mettendo a tacere nelle aule giudiziarie donne
e bambini, e trasformando le vittime in carnefici.
Il libro ricostruisce
la storia della nascita della PAS che fu inventata - è proprio il
caso di dirlo - negli Stati Uniti nel 1985: fu Richard Gardner, un
medico, perito di parte in una causa di divorzio, ad affermare che "il
90% delle accuse per maltrattamenti nelle cause di divorzio e nella
custodia dei figli sono false, in particolar modo se sono sostenuti
abuso fisico, emozionale e sessuale". Nessun dato scientifico fu però
portato da Gardner a sostegno della sua teoria, e tuttavia essa fu recepita
dai tribunali statunitensi che cominciarono a servirsene per dirimere
le controversie legate all'affidamento dei figli nelle cause di divorzio:
dagli Stati Uniti si propagò poi in America latina e in Europa.
Sonia Vaccaro,
Psicologa Clinica specializzata in vittimologia e violenza di genere,
ha ricostruito nel libro dieci anni di storia
della PAS,
che ha imparato a conoscere in Argentina e poi ha ritrovato in Spagna.
La situazione
italiana presenta aspetti preoccupanti: spesso le accuse rivolte alle
donne in occasione di divorzi e affidamento dei figli non si discostano
molto dallo spirito della PAS. E una proposta di legge, attualmente
in Senato - la n. 957 - presentata da parlamentari del PdL, relatrice
Maria Alessandra Gallone dello stesso partito, prevede il riconoscimento
della PAS e il ricorso ad essa in caso di affido condiviso.
"Viene da
chiedersi - dice Giovanna Zitiello - perché questa teoria che è
del tutto infondata scientificamente e palesemente sessista abbia
trovato tanto credito".
La Presidente
del Centro Antiviolenza ricorda che, dai dati ISTAT del 2007, emerge
che sono ben 6 milioni e 700mila le donne che subiscono violenza fisica
o sessuale, più del 30% della popolazione femminile.
La PAS in realtà
si diffonde a partire dal pregiudizio che le donne siano bugiarde. Ed
è proprio nella direzione opposta che operano i centri antiviolenza,
luoghi nei quali invece la parola della donna ha valore e viene creduta
in pieno: ciò permette di costruire un percorso in cui la donna maltrattata
possa riacquistare dignità e diventare padrona della propria vita.
Da anni il
Centro Antiviolenza di Pisa promuove corsi di formazione per medici,
psicologi, forze dell'ordine, operatori dei servizi sociali, per insegnare
a riconoscere e superare i pregiudizi e gli stereotipi di cui ancora
le donne sono vittime e che incidono pesantemente sulla loro vita.
Francesca D'Antonio
mette in luce come nella situazione italiana esista esclusivamente una
letteratura favorevole alla PAS: è proprio questo che l'ha spinta
a tradurre il libro, per contrastare una tendenza pericolosa presente
anche nel nostro paese. È utile che se ne parli e si promuovano campagne
contro la proposta di legge che verrà discussa in Parlamento.
"La donna,
la madre, la sposa, la ex-moglie...- si legge fra l'altro nel libro
- Potremmo dire che Pandora apre il vaso e denuncia il marito come
maltrattante e abusante dei figli. Questo fatto colpisce tutti, fa vacillare
la struttura della famiglia, è un attacco all'ordine patriarcale
che sostiene il mondo. Da questo gesto si originano tutti i mali come,
ad esempio, litigi interminabili. E, curiosamente, il momento in cui
Pandora si azzarda a sfidare tutto e tutti è quando corre verso gli
uomini per dire loro: "ci rimane la speranza!" Troveremo la speranza
solo se sapremo aprire il vaso di Pandora. Potremo creare un nuovo sistema
egualitario, un'epoca maggiormente democratica, un mondo che rispetti
i diritti umani, solo se sapremo mostrare pubblicamente la violenza
che si esercita sulle donne e sui bambini e se smaschereremo l'invisibilità
di chi esercita la violenza nell'impunità".
- Leggi i precedenti articoli della rubrica "Spazio alla parole" a cura di Cristiana Vettori
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