21/11/11 10:00 | autore: danilo soscia foto Stampa

Senza filo 2011 - Cronache Apocalittiche/3 0

La terza serata del contest musicale organizzato dal Cantiere San Bernardo seza l'uso di energia elettrica

B8b43ce75695cb06b082c8fd496955af Foto Salvo Parrinello

E la fine / del Mondo è già accaduta: una cosa / muta, calata nel controluce del crepuscolo. / Ombra, chi opera in questa èra. /Ah, sacro Novecento, regione dell'anima / in cui l'Apocalisse è un vecchio evento!

Sì, l'Apocalisse è ai tempi d'oggi un evento già vecchio. Qualcosa che appartiene alle attese di ciascuno come una minaccia, una cosa con cui fare i conti subito dopo essere venuti al mondo, un evento eternamente prossimo. Tutto scomparirà con la fine del mondo, tranne il mondo. E la musica. Quella no, anche quella rimarrà. E così, con la musica sopravviveranno gli strumenti e, cosa importante, le mani, il soffio, il tocco che li fanno suonare. Con la musica sopravvivranno le donne e gli uomini che eseguono e coloro che ascoltano. Perché, in fondo si sa, apocalisse non vuol dire fine del mondo, vuol dire "rivelazione".

E il contest "Senza filo" è stato sicuramente in città una delle rivelazioni musicali del 2011. Un'atmosfera unica, sospesa tra sogni post-industriali e luci di cera, scandita dall'emozione obliqua e infantile di vedere da vicino gli strumenti, i musicisti, gli ascoltatori in un'unica soluzione, e - perfetta sinestesia - di vedere la musica. "Senza filo" strizza l'occhio all'apocalisse? Certo che sì. Lo fa sin dalle premesse, in quel titolo che è una dichiarazione d'identità. Nessuna amplificazione, se non quella del proprio corpo.

Nella gara che culminerà nell'attesa finale di sabato 26 novembre, la terza manche ha visto di fronte i Novadeaf di Federico Russo e l'ensemble dei Not in My Back Yard. Pop contro Blues e Manouche, due band dall'alto profilo musicale in una serata di grazia. A poco serve scriverne, come per tutte le cose che pretendono di essere vissute: "Senza filo" va goduto, declinato sui cinque sensi.

Il primo a salire sul palco è Not in My Backyard, gruppo efficace, solido, di "buone letture" che ha messo in mostra musicisti affiatati e con una mentalità acustica molto raffinata. La cantante incanta con una padronanza mai snob, snocciolando un classico dopo l'altro. Forse il genere avrebbe richiesto una "varianza" maggiore rispetto alla composizione della scaletta, ma gli estimatori non avranno certo avuto nulla da obiettare.

Il gruppo dei Novadeaf e il suo mentore, Federico Russo, per sound e bravura non sono stati da meno. Anzi, sono stati una sorpresa. Canzoni tutte di prima mano che si lasciano ricordare già dal primo ascolto. Rock band d'impianto classico per l'occasione in veste acustica, ma le reminiscenze di scuola si sentono forti e chiare in certe invenzioni colte e popolari insieme. Eleganti, sibillini quanto basta, introversi. Andando a scavare un po' si scopre che hanno già un album all'attivo (The Youth Album) e ne stanno preparando un secondo.

E da contorno tre ospiti d'eccezione. Il primo, Felice Pantone, che ha incantato con il suo candore fatto di oggetti sonori, flauti da da naso e "tubasso", per il quale invitiamo i lettori a fare una ricerca: vi stupirà. I secondi, ma solo nell'ordine di apparizione, sono stati due che non hanno certo bisogno di presentazione, ovvero Alex Zanobini e Nanni Canale che hanno improvvisato, suonato, disorientato a suon di tamburo e ottone.

Attesa per il nome del vincitore, vista la buona levatura di entrambe le band in gara: la spuntano alla fine i Novadeaf, tra gli applausi. Se la vedranno il 28 novembre in finale con Tozzifan e Girodila, vincitori delle prime due serate di "Senza filo".

L'apocalisse, dunque, è vicina.

- Leggi gli articoli precedenti di "Bouquet - Recensioni e Varia Umanità"

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