08/12/11 10:12 | autore: Ico Gattai Stampa

40 anni dopo 0

Da Ico Gattai un racconto su Damo Suzuki Network live in Tago Mago. E Giovanni Malfatti...

A20b2fd13ff1ec2d691a3461108ffde2

1971 - Esce Tago Mago, terzo album dei Can, pionieri del krautrock.

Tra i membri dei Can, allievi di Karlheinz Stockhausen.

Stockhausen.

In questo periodo il cantante dei Can è Damo Suzuki. Un musicista-viaggiatore che incontra il gruppo quasi per caso, e subito l'aria s'avvampa di scintille nippoteutoniche.

2011 - Damo Suzuki dal vivo, al Tago Mago (!!) di Massa, Toscana, Italia.

- Ma quanti anni ha il giapponese?

La voce che fa questa domanda, non è una voce nuova. Non ci credo. Nientepopòdimenoche. Giovanni Malfatti. Ex bonghista e deejeriduista, nonché performer, anche se a lui la parola performer non gli piace per nulla. La barista non lo sa quanti anni ha il giapponese che canta tutto preso, nascosto da una compatta muraglia di gente in adorazione.

- Ma il giapponese si tinge i capelli?

E' in forma Giovanni, a Pisa non si vede più da anni, dicevano si fosse sistemato in Lunigiana, ma chi lo sa. Comunque sia, è lui. E la barista lo odia sempre più. Lui intuisce gli sguardi che lo trafiggono dall'al di là del bancone e fa la sua ordinazione.

- Una vodka per me e cinque camomille per il giapponese.

La vodka appare. Le cinque camomille no. Giovanni argomenta - il giapponese canta bene, ma non si cheta mai, una pausetta farebbe bene alla musica.

La situazione al bancone apre uno spiraglio d'ironia nella serata seria e preparata.

- E vacci te a cantare, rilancia un avventore dall'accento tedesco.

- Io ci vado anche, ma sarebbe una mancanza di rispetto, non è la mia serata.

Come cambia il mondo. Il Malfatti che parla di rispetto e sta buono-buono al suo posto, senza nemmeno insistere per le 5 camomille.

Il concerto intanto, va. Cavalcate soniche che sanno di free-festival anni '70. Damo Suzuki è nato nel 1950, ma intuire l'età di un giapponese è roba da taoisti con lo sguardo che penetra nei secoli. Damo canta e canta e ricanta, in inglese, credo. Ad accompagnarlo sul palco, un affiatato e ispiratissimo trio di musicisti: Manuel Agnelli e Xabier Iriondo degli Afterhours, un travolgente Cristiano Calcagnile alla batteria.

Bel concerto, nulla da dire. Certo se Giovanni Malfatti avesse cantato, anche solo cinque minuti, la serata sarebbe lievitata definitivamente. Anche perché Giovanni Malfatti gorgheggia come un santone buddista, ma i suoi argomenti sono sempre stati indissolubilmente legati alla sua terra. Una mirabolante epopea freak di trippe al sugo, caldarroste e torte coi bischeri.

http://www.damosuzuki.com/

http://www.youtube.com/watch?v=Ilk-2tXzlvE

- Leggi gli articoli precedenti di "Bouquet - Recensioni e Varia Umanità"

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori