1971 - Esce Tago Mago, terzo album dei
Can, pionieri del krautrock.
Tra i membri dei Can, allievi di
Karlheinz Stockhausen.
Stockhausen.
In questo periodo il cantante dei Can è
Damo Suzuki. Un musicista-viaggiatore che incontra il gruppo quasi
per caso, e subito l'aria s'avvampa di scintille nippoteutoniche.
2011 - Damo Suzuki dal vivo, al Tago
Mago (!!) di Massa, Toscana, Italia.
- Ma quanti anni ha il giapponese?
La voce che fa questa domanda, non è
una voce nuova. Non ci credo. Nientepopòdimenoche. Giovanni
Malfatti. Ex bonghista e deejeriduista, nonché performer,
anche se a lui la parola performer non gli piace per nulla. La
barista non lo sa quanti anni ha il giapponese che canta tutto preso,
nascosto da una compatta muraglia di gente in adorazione.
- Ma il giapponese si tinge i
capelli?
E' in forma Giovanni, a
Pisa non si vede più da anni, dicevano si fosse sistemato in
Lunigiana, ma chi lo sa. Comunque sia, è lui. E la barista lo
odia sempre più. Lui intuisce gli sguardi che lo trafiggono
dall'al di là del bancone e fa la sua ordinazione.
- Una vodka per me e cinque
camomille per il giapponese.
La vodka appare.
Le cinque camomille no. Giovanni argomenta - il giapponese canta
bene, ma non si cheta mai, una pausetta farebbe bene alla musica.
La situazione al bancone apre uno
spiraglio d'ironia nella serata seria e preparata.
- E vacci te a cantare, rilancia un avventore dall'accento tedesco.
- Io ci vado anche, ma sarebbe
una mancanza di rispetto, non è la mia serata.
Come cambia il mondo. Il Malfatti che
parla di rispetto e sta buono-buono al suo posto, senza nemmeno
insistere per le 5 camomille.
Il concerto intanto, va. Cavalcate
soniche che sanno di free-festival anni '70. Damo Suzuki è
nato nel 1950, ma intuire l'età di un giapponese è roba
da taoisti con lo sguardo che penetra nei secoli. Damo canta e canta
e ricanta, in inglese, credo. Ad accompagnarlo sul palco, un
affiatato e ispiratissimo trio di musicisti: Manuel Agnelli e Xabier
Iriondo degli Afterhours, un travolgente Cristiano Calcagnile alla
batteria.
Bel concerto, nulla da dire. Certo se
Giovanni Malfatti avesse cantato, anche solo cinque minuti, la serata
sarebbe lievitata definitivamente. Anche perché Giovanni
Malfatti gorgheggia come un santone buddista, ma i suoi argomenti
sono sempre stati indissolubilmente legati alla sua terra. Una
mirabolante epopea freak di trippe al sugo, caldarroste e torte coi
bischeri.
http://www.damosuzuki.com/
http://www.youtube.com/watch?v=Ilk-2tXzlvE
- Leggi gli articoli precedenti di "Bouquet - Recensioni e Varia Umanità"
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