12/12/11 09:51 | autore: Cristiana Vettori Stampa

Convinzioni religiose e laiche nella nostra città 0

Un viaggio che ha inizio dai Testimoni di Geova: “Bisogna ripartire dalla Bibbia e dalle Sacre Scritture”

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In occasione dell'approssimarsi del Natale, abbiamo pensato di dedicare il mese di dicembre ad un viaggio nelle varie religioni presenti a Pisa; ma non solo, perché è nostra intenzione ascoltare anche la voce e il punto di vista dei laici e degli agnostici presenti nel nostro territorio. Intervisteremo persone credenti e non credenti che non necessariamente hanno un ruolo di rilievo all'interno del gruppo religioso, o laico, a cui appartengono.

Per iniziare abbiamo incontrato Marcella Remorini e Maurizio Papini, Testimoni di Geova, che si definiscono Predicatori della Buona Notizia.

Quanto numerosa è la presenza dei Testimoni di Geova a Pisa?

A Pisa ci sono tre congregazioni ognuna delle quali si compone di circa 100 aderenti: perciò si tratta di una presenza di circa 300 persone. Vogliamo sottolineare il fatto che sono presenti diversi gruppi di stranieri: rumeni, albanesi, polacchi, russi, serbo-croati, portoghesi. Inoltre abbiamo contatti con persone che utilizzano la Lingua Italiana dei Segni, e ci stiamo attivando per i non vedenti. È nostra abitudine imparare la lingua delle persone a cui ci rivolgiamo in modo che la comunicazione con loro sia più facile. Oltre al gruppo pisano, ci sono poi i gruppi dei comuni limitrofi: Cascina, che ha una consistenza numerica vicina a quella di Pisa, San Giuliano che conta due congregazioni, ma anche Pontedera, Empoli, Lucca...

Avete vostre sedi in tutte queste località?

A Pisa abbiamo la sede principale in Via di Gello, la Sala del Regno, che abbiamo costruito con i nostri fondi e con il nostro lavoro. Dobbiamo dire che c'è stata anche sensibilità da parte della Giunta Comunale - all'epoca era la Giunta Fontanelli - che ci ha aiutato a individuare il luogo in cui edificare la sede ed è intervenuta all'inaugurazione, che ormai risale a circa dieci anni fa. Nel Comune di San Giuliano sta per essere inaugurata una nuova sala, ma poi altre ne abbiamo in varie località.

Quali sono le attività delle congregazioni pisane che vi sembrano particolarmente significative e a cui maggiormente tenete?

Senz'altro il nostro Comitato Sanitario (Maurizio Papini ne è il Presidente) che ha intrapreso una serie di percorsi di collaborazione con le varie cliniche ospedaliere per promuovere il rispetto delle nostre convinzioni in merito alle trasfusioni di sangue. Dobbiamo dire che c'è molta attenzione nelle cliniche pisane: i medici si sono dimostrati rispettosi e aperti alla considerazione delle nostre idee e a intraprendere strade anche nuove che ne tengano conto. Per quanto ci riguarda, cerchiamo di partecipare ai principali convegni medici, e ci rendiamo disponibili ad accogliere i nostri fratelli e le nostre sorelle che da altre parti d'Italia vengono a Pisa per curarsi. Noi diamo supporto e sostegno ai familiari e agli stessi ammalati.
Un altro servizio a cui teniamo molto è la presenza al Carcere Don Bosco, che avviene su richiesta dei detenuti e delle detenute: ci siamo praticamente ogni settimana perché abbiamo stabilito buoni rapporti. Talvolta proponiamo anche proiezioni di filmati.

Vi siete mai sentiti emarginati o poco considerati nella realtà pisana?

No, secondo noi, Pisa è una città tollerante e aperta alle diversità. Forse questo dipende dalla presenza dell'Università e anche di molti cittadini stranieri che la rendono in un certo senso multietnica.

Si avvicina il Natale. Quali sono le vostre convinzioni in merito a questa ricorrenza?

Esaminato alla luce delle Scritture, ogni aspetto del Natale rivela le sue origini pagane o risulta un travisamento di ciò che dice la Bibbia. Come è potuto accadere tutto ciò? Nei secoli successivi alla morte di Cristo, come era predetto nella Bibbia, si affermarono molti falsi maestri, più interessati a rendere il cristianesimo allettante alle masse, costituite da pagani, che a insegnare la verità. E così gradualmente adottarono feste religiose popolari presso i pagani chiamandole "cristiane". Il Natale non fu istituito da Gesù Cristo né fu celebrato da lui o dai suoi discepoli del I secolo. Infatti, la prima notizia di una celebrazione del Natale si ha solo 300 anni dopo che Cristo era morto. Per quanto riguarda poi la nascita di Gesù, la Bibbia non la rivela, ma abbiamo oggi motivo di credere che non si tratti del 25 dicembre.

Secondo voi, quale apporto può dare oggi la vostra religione all'umanità?

Soprattutto un apporto morale: la nostra religione ci insegna che è più importante il fare del dire. E noi cerchiamo di mettere in pratica un modo di vivere cristiano, con un comportamento che si ispira al rispetto, alla comprensione, all'onestà. Siamo presenti in 232 paesi in tutto il mondo, e abbiamo molte esperienze che ci dicono come è importante promuovere una riflessione sugli stili di vita a partire dall'esempio e dalla lettura delle Sacre Scritture. Bisogna ripartire dalla Bibbia perché molti la conoscono soltanto per sentito dire, per via indiretta: e invece, quando imparano a conoscerla direttamente, ne traggono insegnamenti che li portano a cambiare la loro vita per il bene di loro stessi, della loro famiglia e di tutta la società.

- Leggi i precedenti articoli della rubrica "Spazio alle parole" a cura di Cristiana Vettori

 

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