Questa settimana proseguiamo il nostro viaggio nelle religioni presenti a Pisa, incontrando, per la religione cattolica, Don Armando Zappolini, parroco di Perignano, Presidente nazionale del CNCA, impegnato in Libera, contro la diffusione delle mafie e per la promozione di una cultura della legalità, fondatore di Bhalobasa, un'associazione che organizza azioni di aiuto in favore delle comunità del Sud del mondo.
Un sacerdote, dunque, impegnato nella realtà sociale del nostro Paese, che nel suo primo discorso come Presidente del CNCA ha dichiarato: "Il mio impegno si concentrerà su tre obiettivi fondamentali. Il primo è il rafforzamento della Federazione come soggetto politico e culturale. È la ragione stessa per cui siamo nati: essere un punto di riferimento dei nostri associati nel pensare nuovi modelli di società e di sviluppo, nell'interlocuzione con gli attori politici e istituzionali, i sindacati, le altre forze della società civile e nel rielaborare la cultura e i modelli di intervento dei servizi sociali e sociosanitari. In secondo luogo, dobbiamo continuare a ‘dare voce a chi non ha voce', a ricordare al paese che ci sono persone e gruppi i cui diritti e bisogni non sono riconosciuti. Non si tratta solo degli ‘ultimi', ma di fasce sempre più ampie di popolazione che sperimentano un progressivo impoverimento, una lontananza delle istituzioni dalle loro esigenze e dalle nuove domande sociali. Infine, dobbiamo suscitare nei cittadini un vero e proprio sdegno per le ingiustizie e le iniquità, risvegliare le persone intorpidite dalla cultura negativa e distruttiva del malaffare, dell'egoismo, dell'opportunismo. Ognuno di noi può fare molto per produrre una ‘controcultura' che getti le basi per un mondo migliore e più giusto. Se non si crea una reazione, una speranza, non ci sarà cambiamento."
Sulla crisi e sulla manovra del governo Monti don Zappolini ha affermato fra l'altro: "Quando si stanziano ogni anno 27 miliardi di euro per le spese militari e si investono 20 miliardi per i caccia F35 non si può dire che non ci sono soldi".
A don Armando abbiamo rivolto alcune domande.
Come vedi la presenza dei cattolici nella nostra provincia?
E' sicuramente molto forte nel campo del volontariato, anche se spesso è una presenza che si manifesta solo sul piano operativo e poco su quello della riflessione e dell'impegno per la giustizia. Nelle parrocchie non c'è una frequenza molto alta, ma vi si trovano talvolta esperienze di grande coinvolgimento ed intensità. Appare più evidente però la caratteristica di un cattolicesimo devoto e poco attento alla dimensione sociale, che spesso non va al di là della beneficienza verso i poveri senza porsi il problema delle cause della povertà e delle ingiustizie.
Quali sono, a tuo parere, le iniziative più interessanti del mondo cattolico nel nostro territorio?
E' sicuramente di grande importanza l'opera della Caritas, sia per la lettura dei fenomeni della marginalità che per il contributo fattivo alla soluzione dei problemi: i centri di ascolto e di distribuzione sono punti insostituibili della rete dei servizi sociali, spesso chiamati a dover supplire alla impossibilità delle risposte da parte del servizio pubblico (per il taglio delle risorse ai Comuni). E' importante anche il contributo culturale e di promozione dell'arte (e del turismo), che spesso ha nelle chiese un punto di riferimento importante.
Qual è, secondo te, l'apporto che la religione cattolica può dare oggi all'umanità in presenza della crisi che stiamo vivendo?
Nell'attuale crisi del modello di sviluppo liberista che pone il guadagno come unico riferimento etico la religione cattolica potrebbe essere davvero un punto di riferimento per cominciare a recuperare la centralità della persona umana, vittima sacrificata da anni sull'altare del guadagno ad ogni costo. Il vangelo deve tornare ad essere il "sogno" di una umanità nuova, organizzata in nuovo modelli di sviluppo che vedano il rispetto dell'ambiente, la pace, la giustizia sociale come criteri qualificanti e centrali
Ogni anno proponi qualcosa di provocatorio, se mi passi questo termine, per caratterizzare il presepe di Perignano: ricordo che hai installato il presepe in una tenda araba come gesto di accoglienza rivolto ai migranti, o dentro una Panda per sottolineare la condizione degli operai quando si è profilata la crisi della FIAT. Lo scorso anno invece hai messo in primo piano i cacciabombardieri F35 per sottolineare come, mentre si tagliano i servizi sociali, la scuola e la sanità, si continua a spendere un'enormità per un aereo da guerra. Come sarà il tuo Natale di quest'anno? Che cosa caratterizzerà il tuo presepe?
Il presepe di quest'anno uscirà il 23 dicembre e quindi è ancora "segreto" .....sarà come sempre un invito a scoprire Gesù in qualche situazione di bisogno e di ingiustizia del nostro tempo e quest'anno proporrà anche qualcosa di concreto da fare per accoglierlo!
Ringraziando don Armando restiamo dunque in attesa del 23 dicembre per scoprire il "segreto" del nuovo presepe di Perignano.
- Leggi i precedenti articoli della rubrica "Spazio alle parole" a cura di Cristiana Vettori
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.