Si chiamano Diego, Alfio, Antonella, Andrea, Beppe: sono i soci delle cooperativa "Beppe Montana" che la delegazione pisana formata dal Coordinamento per la Legalità, Libera e diversi amministratori guidati dal Presidente della Provincia Andrea Pieroni, dall'assessore Gabriele Santoni e da Don Armando Zappolini, ha incontrato a Lentini per una tre giorni all'insegna della solidarietà e dell'antimafia.
Nel corso del 2011 è stata raccolta dal Coordinamento pisano la somma di 15mila euro destinata all'acquisto di strumenti e attrezzature agricole necessarie per la coltivazione degli agrumeti, e la visita a Lentini è stata l'occasione per consegnarla ai giovani della cooperativa.
All'arrivo la delegazione pisana è stata accolta dalla Giunta Comunale in una bella sala del palazzo del Municipio in cui il sindaco di Lentini, Alfio Mangiameli, ha ringraziato i pisani per la vicinanza concreta alla cooperativa che gestisce i beni confiscati. "Insieme si può sconfiggere la mafia" ha aggiunto il sindaco "e riconsegnare i terreni, confiscati ai boss, al territorio italiano e ai cittadini che amano la legalità. Oggi la vostra presenza testimonia che non siamo soli e che i giovani che formano la cooperativa hanno un punto di riferimento civico".
Armando Rossitto, già assessore alla Legalità e alla Cittadinanza, attualmente consulente gratuito del Sindaco, ha ripercorso il lungo iter che ha portato alla confisca dei beni al boss di Lentini Sebastiano Nardo: il primo decreto di confisca risale addirittura al 1995, ma ci sono voluti quindici anni prima dell'assegnazione.
In questo modo sono stati restituiti alla collettività 47 ettari coltivati per lo più ad agrumeti in località Cuccumella, Riciputo e Belpasso, nelle province di Siracusa e di Catania. Ma il Progetto più ambizioso è la creazione di una "fattoria didattica" che ha ottenuto un finanziamento nell'ambito del Progetto Operativo Nazionale Sicurezza e dovrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi.
La delegazione pisana ha anche visitato i terreni confiscati: agrumeti che si perdono a vista d'occhio e che offrono un prodotto di prima qualità le cui caratteristiche sono state illustrate dai giovani della cooperativa con competenza ed entusiasmo.
E sono stati loro in realtà, i soci della "Beppe Montana", i veri protagonisti della tre giorni: Diego, il giovanissimo Presidente che dice di essersi innamorato di Libera non appena l'ha conosciuta e ha pensato di mettere a disposizione le sue conoscenze in campo agricolo, conoscenze che gli derivano dall'esperienza diretta e dallo studio recentemente intrapreso presso l'Istituto Agrario di Lentini; Antonella, l'anima femminile del gruppo, esperta dell' ottima cucina che si può ottenere dalla trasformazione dei prodotti locali; Alfio, l'animatore della cooperativa, uno spirito eclettico che ama la fotografia, un "creativo" sempre a caccia di nuove idee; Beppe, agricoltore di lunga data, che si propone di ancorare i progetti spesso avveniristici dei suoi compagni alla concreta fattibilità. Mancava Andrea, ma non esitiamo a credere che sia all'altezza degli altri quattro. Un gruppo intraprendente che sfata qualunque stereotipo sull'indolenza e la scarsa voglia di lavorare dei giovani del sud.
Un contributo importante all'assegnazione dei terreni confiscati e alla creazione della cooperativa è stato dato da Libera e in particolare dalla referente di Siracusa, la dott.ssa Giusy Aprile, che non ha voluto mancare all'appuntamento con la delegazione pisana ed ha accompagnato gli ospiti in una visita alla sua città.
"Iniziative come questa sono una boccata d'ossigeno per gli amministratori" dichiara Paola Viegi, Presidente del Consiglio comunale di Cascina.
Un bilancio positivo, dunque, per il Coordinamento della Legalità che ha già in cantiere altre iniziative, ma intanto si schiera a fianco di Don Armando Zappolini, contro le minacce di "azioni clamorose" annunciate da Forza Nuova, e come risposta invita a partecipare alla manifestazione che si terrà a Perignano l'8 gennaio a partire dalle ore 10, a sostegno della raccolta di firme per la campagna "L'Italia sono anch'io".
Resta la volontà di sollecitare interventi sempre più incisivi nella lotta alle mafie, anche attraverso la richiesta di un maggior impegno dello Stato per aumentare il numero dei beni assegnati - attualmente sono solo il 10% di quelli confiscati - e per procedere in maniera più spedita nell'assegnazione di questi beni e dunque nel loro riutilizzo a favore dell'intera collettività, secondo lo spirito della Legge 109, la legge di iniziativa popolare promossa da Libera e in vigore dal 1996.
- Leggi gli articoli precedenti di "Spazio alle parole" a cura di Cristiana Vettori
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