Alessio Carli, volto noto del calcio pisano su Canale 50 e
collaboratore della Gazzetta dello Sport, ha scritto un libro che non
parla di calcio, bensì di un'altra "mania" tutta pisana.
Sì, proprio lei, o lui, a seconda: la Torre Pendente, il
Campanile del Duomo, uno dei simboli più ricorrenti dell'Italia nel
mondo. Ma non una saggio erudito né una dissertazione accademica, non la
ricostruzione dell'ennesimo restauro, né un calcolo di quella pendenza
che ne è caratteristica principale e, forse, sostanza.
Niente di tutto questo. Un libro sui film con la Torre di Pisa.
Perché, sì, è vero, il campanile più famoso del mondo è stato oggetto
anche di rovello cinematografico (ben 38 film!). Ico Gattai ne ha
parlato con Alessio Carli, autore di "Cinedipendente. I film con la
Torre di Pisa" (Edizioni Il Campano).
Com'è nata l'idea di questo libro?
Ero a casa di un amico a
vedere un film. Repulsion, di Polanski. Sento nominare la Torre di
Pisa in una battuta del film, poi eccola su una cartolina.
Particolari apparentemente senza conseguenze. Io però ho
notato come la Torre di Pisa avesse un ruolo perturbante. Un'immagine
nota in tutto il mondo, che, a differenza di altri monumenti
altrettanto celebri, ha in sé elementi di incompiutezza,
un'opera meravigliosa con qualcosa di irrisolto che la rende
ancora più interessante, più umana. Da lì è
maturata l'idea, che mi ha inseguito per anni, di una 'scampagnata'
nel cinema alla ricerca della Torre di Pisa. Le apparizioni della
Torre di Pisa nei film. Fomentato dai ragionamenti iniziali esplosi
con Repulsion, ho da subito allargato il campo di ricerca alla torre
come presenza
filmica: la
torre evocata, discussa, riprodotta, e non solo la torre ripresa dal
vero. E' stata una ricerca lunga, e non solo mia, una storia un po'
collettiva.
Cinedipendente, i
film con la Torre di Pisa. Fino a qui tutto bene. Poi il sottotitolo
"Volume Uno. Una Guida".
Volume Uno perché non
è detto che la ricerca non continui, e non ne venga fuori
un sequel. Non credo per niente di aver esaurito la ricerca. Ho
scritto una guida perché questa non è LA guida ai film
con la Torre di Pisa. E' un libro che affronta sinteticamente un
argomento curioso e che poi finisce irrimediabilmente per farci
ragionare sul rapporto con la nostra città. La torre è
l'immagine di Pisa nel mondo. Io per anni ho avuto un rapporto
conflittuale con l'onnipresenza banale di questo simbolo, come se in
lei si esaurisse tutto quello che c'è a Pisa. Trovavo la cosa
banalizzante. Nel 2002 ho pubblicato con Carlo Fontanelli 'Un secolo
di calcio a Pisa', ho voluto una copertina col lungarno e non
con la torre. Ho pensato che i lungarni rappresentassero meglio la
vitalità della città.
Quanti film con la
Torre sei riuscito a scovare?
Trentotto. Apro il libro
con una nota introduttiva e poi ci sono le schede dei trentotto
film. In ordine cronologico. Ho scritto un breve riassunto per
ogni film, e poi ho indicato il punto del film dove appare, reale,
riprodotta o evocata, la torre. Il dato interessante è che la
torre non ha quasi mai un ruolo di semplice comparsa, molto spesso la
torre indica un cambio di rotta, uno snodo importante per lo sviluppo
della storia. Anche se, ovviamente, a volte la Torre non è
altro che un'immagine da associare immediatamente all'Italia. La
Torre di Pisa come tutti i simboli dell'immaginario collettivo viene
reinterpretata in mille maniere diverse. La Torre è un' icona
pop che può diventare simbolo fallico, o tema fisso di
un'ossessione. O scorrere veloce sullo schermo, quasi invisibile, in
una carrellata con le Piramidi e la Torre Eiffel. La torre può
essere presenza inquietante in un dialogo malinconico. O diventare la
torre di chi lotta e dalla cima della torre srotola uno striscione di
protesta.
La copertina mostra
una fila di personaggi, tra l'esotico, l'alieno e il fumettistico, in
fila per filmare la Torre di Pisa. Dalla Torre, intanto, parte un
razzo spaziale.
Ho pensato che
un'immagine dissacrante e poco accademica fosse più adeguata a
questo tipo di pubblicazione. La Torre nell'immaginario collettivo è
un tema tutto da scoprire. Un pianeta ancora misterioso.
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2012/01/07 19:01:05 simone cesqui DAVVERO UNA BELLA IDEA... peccato per gli svarioni e gli errori! La trama di Amici miei è tutta sbagliata (nomi e personaggi invertiti), senza contare gli errori grammaticali... anche una "ha" senz'acca... forse ci voleva un po' più di cura e attenzione prima di mandare il libro alle stampe...