16/02/12 10:24 | autore: Ico Gattai Stampa

E il saggio disse: BAAP! 0

INGORGO ROCK #3. L'intervista al quartetto strumentale del trombonista Tony Cattano, siciliano di Augusta e livornese d'adozione

6e3b80b77b0c8486ded3a598de4fafc2

Domenica 12 febbraio. Ancora tracce di neve in Val Graziosa. E' freddo. Il vento è gelido e regala schiaffi in faccia che fanno... BAAP! Un' espressione onomatopeica e fumettistica, un modo un po' slang  jazzoso per dire bop. Ma anche il nome del padre in indiano. Il nome del quartetto strumentale del trombonista Tony Cattano, siciliano di Augusta e livornese d'adozione, stasera dal vivo, al Circolo Arci di Cortemagno, Calci, Pisa.

Arriveranno?  
Il vento dei balcani sembrerebbe confermare... Baap!

Eccoli sul palco, (ancora caldo dalla bollente esibizione dell'Organic Groove nella sera di sabato 11), formazione a 4: chitarra, contrabbasso, trombone e batteria. La presentazione di Tony è veloce, densa e misteriosa. Baap! ha una guida spirituale: lo sciamano metropolitano Franco Ferguson, profeta supremo del Kirk Douglas style.

Per questa sera si propongono con un' identità parallela, più dedita al rocksteady e alla musica tradizionale giamaicana, stasera sono i Rude Baap Boys e partono forte con un classico del genere in questione, Eastern Standard Time (il titolo me lo suggerisce Francesco ‘Ghiaino' Bottai, io mi ricordavo solo che era nel repertorio della sua Ghenga). Il pubblico apprezza da subito. Non balla, e non ballerà, è domenica e c'è freddo, forse  poteva essere una buona occasione, ma poi alla fine di ska  non ce n'è così tanto, sarebbe stato un ballo troppo introspettivo. I Baap  non disdegnano pezzi lenti, sensazioni inquietanti e trattenute cercano luce per esplodere nel boato elefantesco del trombone,  poi di nuovo rarefazioni, la chitarra non disdegna uscite effettate e in qualche occasione saltella rivida in un effetto tipo scratch, la batteria avanza implacabile e beffarda,  il contrabbasso lega tutto, come l'uovo nell'impasto. Musiche che sanno di film in bianco e nero, attempati mostri della palude  che si destano dalle sabbie mobili, urlano il loro verso in un travolgente barrito di trombone, un suono che sgorga fuori dirompente e fisico, come la sirena di una nave di grossa stazza.

Per il pezzo Ganja Christmas Song, Tony Cattano, chiede un attimo di raccoglimento al pubblico. E' un pezzo sottovoce, ci vuole silenzio. Un attimo e sbang! Casca una pentola in cucina, qualcuno scoppia in una risata, subito assorbita dalla concentrazione del pubblico, rapito dal pezzo che avanza a passo felpato nella giungla di canapa.

Poi altri pezzi originali, una cover dell'Art Ensemble of Chicago, alcune  ballatone a passo blues che sanno di Tom Waits,  brevi improvvisazioni anche in interventi solitari degli strumenti. 

L'INTERVISTA 

Che genere suonano i Baap! ? 

Più che genere, il nostro è proprio è uno stile. Il Kirk Douglas Style. Una complessa alchemia di influenze e suggestioni, un mondo che non è uguale tutte le sere. Stasera abbiamo suonato più roba rocksteady, in questo circolo ci sembrava fosse più adatto.  

E com'è andata? 

Bene. Forse pensavamo ad un pubblico più casinista e distratto. Erano tutti molto attenti, ma non freddi. Sensazione piacevole. Per divertirsi bisogna divertire la gente. 

Qual è il vostro habitat naturale? 

Ci sentiamo parte di un gruppo di musicisti molto numeroso, che fa riferimento a Franco Ferguson, di cui siamo santi forieri, gli appuntamenti principali si tengono al Fanfulla di Roma, incontri d'improvvisazione, improring, la sfida è sempre quella di divertire, pezzi improvvisati, ma solidi. 

Che musica ascoltate in macchina quando andate a suonare?

Oggi Tom Waits, Fred Bongusto, Hamid Drake, reggae antico. Ma anche Mingus, Duke Ellington, Monk. 

Non litigate mai? 

Sì, e lo facciamo di proposito. C'è un detto siciliano che ci piace, dice che quando i mugnai litigano la farina viene più buona. 

Dischi n'avete? 

Il nostro disco si chiama Sweet Dreams, Baby! Un titolo che ci rappresenta. L'ha prodotto Alessio Sbarzella per la Monk Records, lui aveva sentito il bootleg che avevamo inciso dal vivo, in un posto  che si chiama La Riunione di Condominio, a Roma, gli era piaciuto e ha pensato di produrci. 

In che locali vi esibite abitualmente? 

Un po' dove capita, dove ci chiamano. Fa piacere suonare negli spazi autogestiti,  per i prezzi delle bevute o dell'ingresso, e anche perchè possiamo raggiungere un pubblico che magari non verrebbe a sentirci di proposito e che poi spesso finisce per essere molto coinvolto nella nostra musica. Sai se dici jazz, molta gente si allontana, se ci sentono senza pregiudizi, invece... Certe cose si spiegano male, vanno suonate, e basta.  

Baap! Dal vivo a Pisa, mercoledì  28 marzo all'Ex Wide. 

http://www.monkrecords.it/baap-2/ 

http://www.youtube.com/watch?v=g3e0Zyg5I64

- Leggi gli articoli precedenti di "Ingorgo Rock", una rubrica di Ico Gattai

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori