07/06/10 10:24 | autore: Vincenzo Letta testo

Amici, miei - Book Trailer 2

Venti storie di trentenni da cui emerge lo spaccato di una generazione, la prima che ha dovuto fare i conti con precarietà e globalizzazione. Sogni, cambiamenti e strade intraprese; le più diverse. Ma la giornalista, il commerciante, l'operaio, l'artista, l'operatore umanitario e quello sociale, il musicista, l'enologo, il medico, l'assistente parlamentare, il militante, lo sceneggiatore, il calciatore e la ricercatrice hanno tutti una cosa in comune: esser nati o passati da Pisa. A studiare, immaginare o combattere. Dario Danti

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2010/06/11 11:06:00 emme effe caro Vito, io come te provo un certo fastidio rispetto al libro del Danti e credo che tu abbia ragione quando definisci previlegiati i trentenni amici (virgola) suoi. Pisa è così, una sinistra upperclass sempre più vuota di contenuti impone il vuoto culturale intorno a sè. Quei rari casi, dove scomodare la parola successo mi sembra comunque inappropriato, vengono esaltati dal Guadagni/Tanfucio come se fosse merito suo. Ecco appunto, c'è già il Guadagni, del Danti si poteva fare a meno :)

2010/06/11 09:06:15 vito tarlesi Non lo so, ho letto degli stralci del libro del Danti, e uno stonfo di recensioni. Da un po' sto cercando di capire cosa m'infastidisce del libro e dei toni delle recensioni e credo finalmente di averlo capito.
Tutta la storia mi sembra un po' un inganno: questi ultratrentenni e queste ultratrentenni rappresentano in realtà dei casi fortunati e in un certo senso privilegiati. Hanno talento, hanno avuto la possibilità di studiare, hanno avuto sostegno da parte di famiglie che glielo potevano dare.
Sono casi fortunati. Eleggerli a simbolo di una generazione precaria mi sembra un tantino fuorviante..

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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